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La lettera di un caporale tedesco prova il furto del «Vaso di fiori» reclamato dagli Uffizi

Lo rivela il settimanale tedesco «Der Spiegel»

Rivelata dal settimanale tedesco «Der Spiegel» la lettera del caporale tedesco Herbert Stock che aveva trafugato nel 1944 e poi inviato per posta alla moglie, vicino a Lipsia, il quadro “Vaso di Fiori” del fiammingo Jan van Huysum sottratto ai musei fiorentini. Il dettagliato reportage della rivista fornisce una ricca documentazione della vicenda della tela per la quale il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt ne ha chiesto la settimana scorsa la restituzione appendendo a Palazzo Pitti di Firenze una foto dell’opera con la scritta «Rubato» in varie lingue.

Dopo il furto, nel 1944, Il soldato ladro scrive una lettera alla moglie Magdalena avvisandola che con la posta militare le avrebbe inviato la tela che, suggerisce, sarebbe stato bene in «una cornice dorata». Si dovrà aspettare la caduta del muro di Berlino, 1989, perché la famiglia in possesso del dipinto nell’ex DDR, tentasse di venderlo. Nel 1991 la tela fu proposta alla casa d’aste Sotheby’s a Londra, che rinunciò alla trattativa per «la non chiara provenienza dell’opera».

Negli anni 2000 ci furono vari contatti da parte degli eredi Stock con le Soprintendenze fiorentine alle quali lo offrirono in cambio di soldi: prima la richiesta fu di 2,5 milioni di euro, poi il prezzo scese a 500mila euro. In pratica un riscatto. Il Mibact rifiutò ogni trattativa e denunciò i fatti alla magistratura. Scattò quindi un’indagine per estorsione, coordinata dalla procura di Firenze, che vede oggi quattro cittadini tedeschi indagati: i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico hanno individuato la famiglia del caporale ma rimane ignoto il luogo dove viene conservato il dipinto.

«Si è consumato in questi decenni un continuo tentativo di sciacallaggio ed estorsione ai danni dello Sato italiano» ha commentato il direttore degli Uffizi di Firenze: «Il dipinto si trova in ostaggio da oltre 70 anni in mano a persone che cercano di ottenere un riscatto dall’Italia per un capolavoro che legalmente le appartiene». Intanto il ministro del beni culturali, Alberto Bonisoli, ha convocato il 9 gennaio una riunione del Comitato Istituzionale per fare il punto sulla vicenda e compiere i passi diplomatici e legali necessari per ottenere la restituzione del quadro rubato.

Tina Lepri, edizione online, 6 gennaio 2019


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