La fierezza dei curatori

Franco Fanelli |

Che cosa sanno fare bene i curatori quarantenni italiani? Le fiere. Lo ha detto Artissima, da tre edizioni affidata a Sarah Cosulich Canarutto; lo ha confermato Miart, con un altro direttore, Vincenzo de Bellis, che ha compiuto il suo mandato triennale. A Torino la formula era collaudata e per la terza volta, dopo Andrea Bellini e Francesco Manacorda, la rassegna era stata affidata a una direzione giovane; a Milano l’impresa era più difficile, visto che si trattava di rilanciare una mostra mercato sino a tre anni fa snobbata dagli stessi operatori locali, e il direttore ha vinto la scommessa affidandosi a uno staff di coetanei, ma senza stravolgere la struttura della fiera, collaborando efficacemente, per la parte moderna, con Donatella Volontè, responsabile di questo settore. Così, vista nell’edizione 2015, Miart somigliava a una Bologna molto chic e più internazionale, con ottime gallerie emergenti ma
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