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Restauro

La Cattedrale di Agrigento riaperta ma ancora malata

Dopo otto anni di lavori si deve ancora mettere in sicurezza d'edificio

Le ricche decorazioni interne della Cattedrale di Agrigento

«È uscita dal coma, ma resta gravemente malata». Parola di cardinale. Hanno lasciato il segno le parole pronunciate da Francesco Montenegro alla riapertura della Cattedrale, dopo otto anni di lavori finanziati dall’Arcidiocesi di Agrigento e con 800mila euro dalla Regione. «I lavori non sono completati, ha proseguito l’arcivescovo, si deve mettere ancora in sicurezza l’edificio e procedere sia al restauro finale sia a consolidare la collina che scivola a valle». Anche il parroco Giuseppe Pontillo ha denunciato i «ritardi della politica a dare risposte alla cura dei beni comuni».

Nonostante fosse stata messa provvisoriamente in sicurezza con la posa di 17 catene di acciaio atte a frenare lo scivolamento a valle causato dal dissesto idrogeologico dello sperone roccioso su cui è stata edificata nel 1094, la chiesa ha visto moltiplicarsi nel tempo nuove crepe. Le più gravi hanno portato alla chiusura nel 2011. I lavori che sono seguiti hanno riguardato sia la sicurezza funzionale sia il miglioramento statico, ma si tratta di lavori men che parziali: sono state ristrutturate solo la facciata e le parti interne in condizioni più critiche (la parete nord). Gli interventi si sono rivelati difficili e nella relazione tecnica gli esperti dichiarano di aver dovuto fare i conti con una «condizione di instabilità permanente dell’imponente struttura sacra, il cui peso è aumentato a dismisura nel corso dei secoli a causa di rifacimenti, decorazioni, marmi, statue e nuove strutture architettoniche».

Nella Cattedrale è stato impiantato un sistema di monitoraggio costante, ma per completare il restauro interno occorrono ancora 200mila euro. Prima di tutto è necessario bloccare la collina, i cui smottamenti minacciano la stabilità del monumento. Il problema, noto da secoli, non è mai stato risolto; oggi tuttavia non mancano tecniche capaci di mettere in opera una soluzione definitiva.

L’intera storia degli interventi di restauro, «sempre vanificati dal cedimento del colle» ma motori di un irresponsabile gioco dell’oca che ha favorito interessi milionari, è stata raccontata nel 2016 da Piera di Franco nel volume, Un secolo di lavori nella Cattedrale di Agrigento (1860-1960). Ora Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia e commissario per il dissesto idrogeologico dell’isola, ha annunciato il via libera ai lavori per la stabilizzazione definitiva del colle franoso. L’appalto è stato aggiudicato a una ditta di Verona per 425mila di euro. Dopo tante promesse non mantenute, si spera che la Cattedrale venga davvero salvata.

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019


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