Itinerari culturali nei castelli trentini

Gli appuntamenti estivi della regione, da Fede Galizia alla famiglia Thun sino ai fotografi della Magnum

Un particolare della scultura di san Paolo in mostra a Castel Senico
Camilla Bertoni |

Sono tante le mostre estive nei castelli trentini. Il duecentesco Castello del Buonconsiglio, imponente residenza dei principi vescovi di Trento dal XIII al XVIII secolo, dal 3 luglio al 24 ottobre ospita la prima mostra di «Fede Galizia, mirabile pittoressa», curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa. Documentata a Milano dal 1587, Fede Galizia (1578-1630) è una pittrice di origine trentina per via del padre, Nunzio, miniatore e costumista.

Nella città lombarda raggiunse grande fama tra i committenti dell’epoca, conquistando anche la corte imperiale di Rodolfo II d’Asburgo. Tenuta in conto nel ’900 come inventrice di nature morte, emerge nella mostra per le doti di ritrattista e le pale d’altare. Esposti circa ottanta tra dipinti, disegni, incisioni, medaglie e libri antichi suoi e di pittrici sue contemporanee, Plautilla Nelli (1524-88), Sofonisba Anguissola (1531 ca-1625), Lavinia Fontana (1552-1614) e Barbara Longhi (1552-1638), accanto a lavori di Arcimboldi, Bartholomaeus Spranger, Giovanni Ambrogio Figino, Jan Brueghel e Daniele Crespi.

Nel Castel Stenico prosegue fino al 5 settembre la seconda tappa della mostra «Gli apostoli ritrovati. Capolavori dall’antica residenza dei principi vescovi», curata da Giuseppe Sava. Al centro due rare sculture seicentesche in bronzo dorato degli apostoli Paolo e Filippo. Apparse recentemente sul mercato antiquario milanese, facevano parte della serie dei dodici apostoli conservata fino al 1803 al Castello del Buonconsiglio, poi dispersa.

A Castel Thun si può di nuovo ammirare la collezione di carrozze, tornata dopo decenni nella sala del Cantinone, fresca di restauro. Undici carrozze e quattro slitte, restaurate dalla Soprintendenza nel 2002-03: le carrozze di servizio, quelle da diporto, di misura più ridotta, ciascuna con una specifica funzione e le slitte che testimoniano il fortunato turismo invernale nella regione dalla Belle Epoque alla Grande Guerra.

A raccontare la storia dei «padroni di casa», la famiglia Thun, è la mostra «Di luce e d’ombra. Memorie fotografiche della famiglia Thun» fino al 7 novembre, con scatti da metà Ottocento a inizio Novecento: ritratti, celebrazioni ufficiali, occasioni mondane, travestimenti, viaggi, villeggiature, interni domestici a Praga, Zara, Vienna e ovviamente a Castel Thun.

Mostra di fotografia anche a Castel Caldes, con scatti dell’agenzia Magnum fino al 26 settembre. Intitolata «Vite di corsa. La bicicletta e i fotografi di Magnum da Robert Capa ad Alex Majoli», è organizzata per i Mondiali di mountain bike e raccoglie immagini di Tour de France e gare nei velodromi francesi. Dal 6 ottobre saranno inoltre esposti dipinti, incisioni e libri di alcuni protagonisti della cultura solandra (della Val di Sole) dal XVI al XX secolo dalla collezione e da prestiti, molti inediti.

Ci saranno: autori come Jacopo Aconcio, segretario di un principe vescovo Madruzzo, diplomatico e uomo di legge a Vienna, Milano, Basilea e Zurigo, poi a Londra, dove fu ingegnere e filosofo dando alle stampe alcuni dei testi più avanzati sul tema della tolleranza; editori come Donato Fezzi e Nicolò Bevilacqua, formatosi a Venezia e fondatore a Torino della prima stamperia sabauda; artisti come il pittore Francesco Marchetti e Domenico Guardi, capostipite dell’illustre famiglia di pittori che nel Settecento farà fortuna a Venezia e Bartolomeo Bezzi, mirabile maestro del paesaggio nell’Ottocento. Infine ecclesiastici in carriera diplomatica come Giacomo Migazzi e patrioti risorgimentali come il garibaldino Ergisto Bezzi.

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