Italians uncut

Per la prima volta esposte tutte insieme le 123 opere collezionate dagli Estorick

Umberto Boccioni, «Modern Idol», 1911 (particolare), Estorick Collection, Londra
Federico Florian |  | Londra

La Estorick Collection, lo scrigno dell’arte italiana a Londra, presenta dal 6 ottobre al 19 dicembre un nuovo allestimento della propria collezione, in una mostra dal titolo «Estorick Collection Uncut». I visitatori hanno l’opportunità di ammirare l’intera collezione di Eric e Salome Estorick, raramente esposta nella sua interezza: assemblata dalla coppia a partire dagli anni Cinquanta e aperta al pubblico nel 1998, è composta da 123 opere d’arte italiana del primo Novecento, tra cui dipinti, sculture, disegni e stampe.

Organizzata tematicamente, l’esposizione presenta focus su specifici movimenti, fra cui Futurismo (con lavori di Balla e Boccioni) e Metafisica (con opere di de Chirico); inoltre, alcuni protagonisti della scena dell’arte novecentesca, come Guttuso, Campigli, Sironi e Modigliani, sono approfonditi in piccole sezioni ad hoc.

Le nature morte di Giorgio Morandi occupano gli ultimi due piani del museo, qui in dialogo con i lavori dell’artista britannico Paul Coldwell (classe 1952). Con un corpus di nuove opere prodotte durante il lockdown, nello specifico stampe, sculture e poesie, Coldwell reinterpreta l’idea morandiana di still life attraverso la lente dell’isolamento forzato.

Lo stesso Morandi conduceva un’esistenza limitata e isolata nella sua camera-studio di Bologna, dove viveva e lavorava: i suoi oggetti sono metafore di una reclusione autoimposta, e allo stesso tempo di una forza immaginativa che trascende muri e confini. Fra le opere di Coldwell, vi è una serie di sculture composte di basi di bancali su cui sono disposti, in modo precario e disordinato, elementi e oggetti disparati: rappresentazione, per l’artista, delle tensioni e pressioni imposte dal recente lockdown.

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