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Lettere al giornale

Italia Nostra esclusa dagli Stati Generali

La presidente dell'associazione Ebe Giacometti denuncia il disinteresse con cui sono affrontati dal Governo i problemi della cultura

Una veduta di Tuscania (Vt), con le pale eoliche sullo sfondo

Ignorare organizzazioni ambientaliste come Italia Nostra è stato un errore. Perché significa aver relegato i temi del paesaggio naturale e culturale e della difesa dell’ambiente in uno sfondo sbiadito. Lo sostiene con un documento che pubblichiamo qui di seguito la presidente Ebe Giacometti che critica il Governo perché non ha invitato l’associazione agli «Stati Generali dell’Economia» voluti dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Villa Pamphilj a Roma come trampolino di lancio del Paese dopo il lockdown.

Il problema, beninteso, non è il mancato invito in un luogo magnifico: il problema, argomenta Ebe Giacometti, è che i beni culturali e il paesaggio nello schema elaborato dalla task force guidata da Vittorio Colao sono risultati a dir poco «residuali»; il problema, aggiunge, è che il simposio tanto pubblicizzato non ha accolto più associazioni ambientaliste ed esperti della materia di lunga data.

Ciò, sostiene Italia Nostra, è accaduto in apparente contrasto con lo stesso Consiglio dei Ministri quando ha accolto il ricorso del Ministero per i Beni e Attività culturali e del Turismo contro un «megaimpianto fotovoltaico» presso Tuscania, nel Viterbese. Pur se plaude alla scelta del governo sull’impianto fotovoltaico, tema caro a Italia Nostra, la posizione di Ebe Giacometti è netta: l’esecutivo, che poteva fare di Villa Pamphilj un’occasione di confronto approfondita su ambiente e paesaggio, l’ha sprecata. [Stefano Miliani]

Italia Nostra, la prima a nascere nell’Italia del secondo dopoguerra, 65 anni fa, si domanda con quali criteri siano state programmate le consultazioni degli Stati Generali appena concluse.

Ci poniamo questa domanda poiché l’associazione, con le sue 203 sezioni sparse in tutto il territorio italiano ritiene di aver dato un contributo di idee e riflessioni per il futuro del Paese nei mesi del lockdown. Appelli, lettere indirizzate al Presidente della Repubblica, al Primo Ministro Conte e al Governo, alle Amministrazioni Regionali si sono succedute con perseverante puntualità sui tanti temi legati alla sostenibilità e a una ripartenza dell’Italia rispettosa dell’ambiente, del paesaggio e del proprio patrimonio storico architettonico e culturale. Non volevamo che si programmasse una ripartenza senza aver fatto tesoro della terribile esperienza che stavamo vivendo: la peste del XXI secolo, come alcuni hanno descritto la pandemia Covid-19.

Non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a lavorare sui nostri obiettivi statutari. Le nostre proposte sono state semplici e lineari e spesso hanno trovato riscontro e condivisione di contenuti con quelle di autorevoli personalità della scienza e della cultura accademica italiana. Da anni, abituati a essere descritti come i «grilli parlanti» dell’associazionismo, abbiano adottato la buona abitudine di coinvolgere competenze professionali e culturali capaci di aiutarci a disegnare quello che molti cittadini chiedono: ottenere un Paese con le scuole che funzionino, con le strade in sicurezza e prive di buche, dove i ponti non si sbriciolino. Un Paese dove la Cultura sia realmente un item strutturale riconosciuto per il valore costituzionale identitario che rappresenta (art. 9) e per questo asse portante per le generazioni attuali e future, possibilmente finanziato dallo Stato, perché il diritto alla cultura è importante come quello all’Istruzione e alla Salute.

Italia Nostra crede nel New Green Deal. Ma auspica un futuro verde non assoggettato a interessi economici che non tengano conto del consumo di suolo e della valenza paesaggistica dei territori italiani, vero attrattore del turismo. Italia Nostra non casualmente ha plaudito la risoluzione presa dal Consiglio dei Ministri sul ricorso del Mibact per sventare la realizzazione di un megaimpianto fotovoltaico a terra in prossimità della bellissima Tuscania (Vt). La vicenda, ricordiamo, poteva concludersi con la realizzazione di due progetti che avrebbero devastato non solo il Paesaggio della Maremma laziale, ma anche le tante aziende agrituristiche del territorio. L’Associazione ci tiene per questi motivi a ringraziare il ministro Dario Franceschini per aver compreso la posta in gioco e, con determinazione, aver sostenuto il ricorso della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale, poi fatto proprio anche dal Governo.

Una doccia fredda sono stati invece i risultati della task force Colao dove i Beni Culturali e Paesaggistici sono stati trattati come tema residuale (2 schede) e, schiacciati dalla predominante analisi sulle necessità del turismo italiano, hanno totalmente ignorato i tanti addetti del settore culturale che rischiano ancora oggi il posto di lavoro a causa del Covid-19.

Altrettanto deludente è stata la declinazione data al tema «ambiente», espressa estromettendo le posizioni di una parte delle associazioni ambientaliste che, da anni, invitano in materia di sviluppo energetico a guardare alla reale funzionalità degli impianti e a individuare le aree non idonee agli impianti rinnovabili, garantendo la tutela del contesto paesaggistico.

Viene il dubbio che siano stati questi i motivi che hanno determinato l’esclusione di Italia Nostra dalle audizioni del Governo. Certo una delusione per i 10mila soci che si riconoscono in questi principi. Sono loro infatti che, in questi 90 giorni dell’emergenza sanitaria, hanno svolto azioni di solidarietà nelle regioni colpite dal Covid-19 (Pescara, Asolo, Catanzaro, Lamezia Terme); hanno prodotto contributi qualificati, coinvolgendo esperti e immunologhi (sempre riconoscenti per i loro contributi al dottor Silvio Greco, alla professoressa immunologa Cristina Rinaldi, al dottor Maurizio Sebastiani, al dottor Ferdinando Laghi) per rassicurare la popolazione e dare suggerimenti operativi alle amministrazioni; ricordiamo ancora, hanno scritto e condiviso con le altre associazioni ambientaliste numerose lettere aperte e appelli al Governo e alla Istituzioni Regionali per rimettere al centro del dibattito politico la sostenibilità del futuro del nostro Paese e del mondo.

Nonostante le molte iniziative, il Consiglio dei Ministri ha ignorato il contributo che l’associazione avrebbe potuto portare nel confronto dialettico nazionale sia sul piano sociale sia politico culturale. Una scelta che non ci aspettavamo perché Italia Nostra è sempre stata pronta a misurarsi sui contenuti con le forze del Parlamento e di Governo, certa che solo attraverso un ampio dibattito si possano trovare quei punti di «reale forza» per individuare le linee di indirizzo.

L’associazione comunque non demorde e presto presenterà un Libro Bianco, del quale un indice commentato sarebbe stato presentato al tavolo degli Stati Generali, con riflessioni per un futuro del Patrimonio Culturale e Paesaggistico a misura dei cittadini del mondo.

Ebe Giacometti, edizione online, 30 giugno 2020



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