Iperrealismo concettuale

Giorgio D'Orazio |  | Pescara

Non sembra esserci solo un «punto di vista» per interpretare le nature morte di Luciano Ventrone (1942) nelle intenzioni di Mariano Cipollini, curatore della mostra allestita in 13 sale del Museo delle Genti d’Abruzzo. Dal 4 febbraio al 9 aprile sono esposte opere provenienti sia dalla raccolta dell’autore (l’esposizione è promossa dall’Archivio Ventrone) sia da collezioni private e pubbliche.

La rassegna intende riconsiderare e rivedere alcuni aspetti fondamentali che fanno di Ventrone un artista delle avanguardie, come nota il curatore, perché «i lavori dell’ultimo ventennio sono messi in relazione con le sperimentazioni che l’hanno formato, dai primi anni Sessanta, per circa un quindicennio, sotto la guida iniziale di Capogrossi». Secondo Cipollini, Ventrone è artista a cui appartiene una matrice concettuale la quale, «pur contraddicendosi nel passare attraverso i canonici riferimenti
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