Io sono io e lo dico

Alla Gnam un percorso con dipinti, sculture, fotografie, installazioni, video, oggetti di 50 artiste operanti negli ultimi 50 anni

Carol Rama, «Appassionata», 1943 (particolare)
Guglielmo Gigliotti |  | Roma

«Io dico io - I say I» è una mostra sull’arte delle donne, aperta fino al 6 giugno alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Ideata dalla direttrice Cristiana Collu e curata da Cecilia Canziani, Lara Conte e Paola Ugolini, l’esposizione articola negli spazi del museo di Valle Giulia, in un percorso non lineare e in parte intersecantesi con le opere della collezione permanente, dipinti, sculture, fotografie, installazioni, video, oggetti di 50 artiste operanti negli ultimi 50 anni.

Uniche eccezioni temporali, le «matriarche» della consapevolezza femminile e femminista nell’arte, Antonietta Raphaël e Carol Rama. E poi, dai primi anni ’70, le apripista di una lotta che si fa anche politica, Carla Accardi e Ketty La Rocca. Seguono, fino ai nostri giorni, le opzioni, ora autobiografiche o autorappresentative, ora simboliche, poetiche e allusive, della condizione interiore e sociale dell’essere donne e artiste, espletate da Pippa Bacca, Elisabetta Benassi, Rossella Biscotti, Irma Blank, Monica Bonvicini, Ludovica Carbotta, Monica Carocci, Gea Casolaro, Rä di Martino, Bruna Esposito, Giosetta Fioroni, Silvia Giambrone, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Elisa Montessori, Liliana Moro, Suzanne Santoro, Tatiana Trouvé e Francesca Woodman, tra le altre.

La mostra nasce dalla recente acquisizione da parte del museo dell’Archivio Carla Lonzi, critica d’arte e militante femminista, che fece suo, nel Secondo manifesto di Rivolta femminile del 1971, il verso «Io sono io» della poesia di Adrienne Rich. Partire dalla coscienza del sé, e non dalla contrapposizione al maschile, è l’assunto delle battaglie culturali della Lonzi, che la mostra ha fatto proprie, fino a incaricare Alessandra Spranzi, Chiara Camoni e Maria Morganti di realizzare opere ispirate al materiale dell’archivio della studiosa, morta cinquantunenne nel 1982.

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