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Musei

Inaccessibile il Museo Archeologico a Manduria

Inaugurato e chiuso dopo la ristrutturazione di 2 milioni di euro, abbandonato anche il Parco

La cripta nella Chiesa di San Pietro Mandurino nel Parco archeologico a Manduria

Manduria (Ta). Delusione e vivaci proteste da parte di chi tenta di visitare il Museo Archeologico Terra dei Messapi, inaugurato in Puglia a Manduria nel 2017, ma chiuso pochi giorni dopo. Un allestimento prezioso per i tesori della civiltà messapica, con reperti dall’VIII secolo a.C. fino alla dominazione romana di quattro secoli dopo: gioielli in foglia d’oro, crateri di varie forme, corredi funerari intatti, strigili e cinturoni in bronzo. La nuova sede di questo museo fantasma è al centro della cittadina: porte chiuse anche se un cartello all’ingresso annuncia orari bugiardi.

Il museo è isolato, senza telefono e con un solo custode. Eppure sono decine le sale ben allestite ma invisibili nel seicentesco ex convento degli Agostiniani concesso nel 2008 al Comune in comodato d’uso gratuito per 30 anni dalla provincia di Taranto. La ristrutturazione del palazzo è costata circa 2 milioni di euro (fondi Pit). Alla Pro Loco di Manduria rinviano ad alcune guide volontarie che possono (forse) far visitare museo e parco. Ma sono sbarrati anche i cancelli del vicino Parco archeologico, 15 ettari con 2.500 tombe, importanti ipogei e l’antica Chiesa di San Pietro Mandurino con la spettacolare cripta dell’VIII secolo i cui affreschi, intatti fino a pochi anni fa, si stanno perdendo a causa di muffe e umidità. Un documento unico di storia delle civiltà messapiche del Salento, abbandonato al degrado, le necropoli del parco devastate da arbusti e fitti rovi.

Eppure per riqualificarlo sarebbe stato possibile usare 3.8 milioni del Programma operativo nazionale Cultura e Sviluppo, fondi europei Fesr 2014-20, spesa approvata dal Cipe ad agosto 2016 ma mai impegnata e quindi perduta. Indignata Maria Piccarreta, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Lecce, Brindisi e Taranto), che chiarisce: «La Soprintendenza ha curato l’allestimento, ma il museo appartiene al Comune che deve provvedere a farlo funzionare». Da aprile 2018 a Manduria c’è un commissario: il Consiglio comunale è stato sciolto per mafia.

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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