In visita a Ercolano col direttore Francesco Sirano

La nuova guida smart del Parco Archeologico di Ercolano con le bellissime fotografie di Pier Paolo Metelli

Il q uadretto con Pasifae e Dedalo nella Casa del Bicentenario ad Ercolano. Foto Pier Paolo Metelli Casa di Nettuno e Anfitrite ad Ercolano. Foto Pier Paolo Metelli La terrazza di Marco Nonio Balbo nell'area sacra. Foto Pier Paolo Metelli La sezione femminile delle terme centrali. Foto Pier Paolo Metelli
Graziella Melania Geraci |  | Ercolano (Na)

Risale al 2006 l’ultima pubblicazione ufficiale per la visita del Parco Archeologico di Ercolano. Ora questo vuoto è colmato da una nuova guida ufficiale (breve), edita da artem, con i testi a cura di Francesco Sirano, direttore del Parco, e il bel corredo fotografico dedicato, a opera di Pier Paolo Metelli. La guida non solo indirizza nella visita chi entra nell’area archeologica ma, attraverso alcune schede/focus, aiuta nella comprensione della vita dell’antica Herculaneum e dello sviluppo storico del ritrovamento della città alle falde del Vesuvio. Dai Borbone all’opera di scavo, restauro e musealizzazione di Amedeo Maiuri, i percorsi tra le case, il foro, le terme si arricchiscono di nozioni sull’acquedotto, sulle fogne e sull’alimentazione dell’epoca.

Il linguaggio immediato accompagna in un’analisi essenziale e precisa, soprattutto contemporanea, in cui sono già inserite le ultimissime scoperte della nuova campagna dei lavori di recupero e i progetti in parternariato con l’Herculaneum Conservation Project del Packard Humanities Institute. Attenzione è data anche alle aperture alle visite degli ultimi anni dell’Antiquarium, con la collezione degli ori, e del teatro ancora parzialmente incastonato nel blocco tufaceo da cui fu portato alla luce.

Lo stesso direttore del Parco, Francesco Sirano conferma la necessità di una nuova pubblicazione più smart: «C’era bisogno di una guida breve del sito, esistono altre pubblicazioni ma che non si prestano a una visita essenziale. Insieme all’editore abbiamo pensato di riproporre nella guida una visita in cui sono io ad accompagnare. Mi sono posto quindi il problema di far vedere le cose essenziali, in poco tempo. Quando arriva qualcuno che non ha l’intera giornata da dedicare io cosa gli faccio vedere? Abbiamo cercato di trasporre nella guida una visita di circa due ore e mezza anche se c’è la possibilità di costruirsi un proprio percorso. L’idea è di fornire qualcosa di molto utile che abbia un’impostazione di base personale ma che sia semplice e intuitiva».

Le schede con piccoli approfondimenti come accompagnano alla visita?
Ci sono due aspetti che l’editore artem cura in maniera particolare: uno è quello di fornire uno schema generale, l’altro quello delle fotografie di alta qualità perché la guida è anche un ricordo di quello che si è visto e che ci si porta a casa. Le schede aiutano a capire meglio quello che si sta vedendo ma sono pensate anche per essere consultate quando si ha tempo per gli approfondimenti durante la visita ma anche dopo averla fatta. Ercolano è un sito che si visita con lentezza, si deve approfittare del fatto che è solo una parte di un’antica città, e questo consente di soffermarsi meglio, di comprenderla con ritmi lenti, inoltre la guida è un accompagnamento anche leggero, agile anche fisicamente.

Ha ancora valenza una guida cartacea rispetto a quelle che si scaricano sul cellulare?
Sono due modalità diverse, è come chiedersi se ha ancora valenza il vinile quando c’è la riproduzione digitale. Fino a qualche anno fa avremmo detto che non ha senso ma ora il vinile è il concorrente dello streaming. Come convivono queste modalità diverse? Così come nel nostro caso la guida cartacea ha un suo senso legato al contatto fisico e rappresenta anche l’abitudine di avere a portata di mano un’informazione senza neanche digitare la password del cellulare mentre le informazioni che daremo con il Museo Digitale usano altri codici di comunicazioni. Proprio in questi giorni sta lavorando la commissione per l’affidamento dei lavori per il Museo Digitale del Parco Archeologico di Ercolano che prevede un nuovo sito web, una banca dati, un approfondimento scientifico, una campagna fotografica e la scansione 3D di oggetti ercolanesi presenti non solo nel sito ma anche nei musei come il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto finirà tra tre anni e darà la possibilità di fruire di tutte queste informazioni da remoto e direttamente dal vivo per ricerche su diversi livelli, una preparazione per entrare nel «metaverso». Quindi i diversi codici di comunicazione usati per la guida cartacea e il Museo Digitale non si negano tra loro, al centro c’è sempre il visitatore che fa le sue scelte e noi gli diamo una pluralità di possibilità.

Nella guida è inserita la Villa dei Papiri: è accessibile al pubblico?
Al momento no, ma l’abbiamo inserita perché ora stiamo concludendo la progettazione per la messa in sicurezza ed è quindi destinata da qui a due anni a essere aperta. I lavori sull’antica spiaggia, che daranno accesso alla villa, sono terminati, con un’ultima scoperta: un diaframma, ora aperto, che metteva in comunicazione attraverso una rampa, la Casa dell’albergo all’antica spiaggia.

È stata la prima volta che ha lavorato a una guida?
Ho già lavorato ad altre guide e questo lavoro segue una mia inclinazione. Mi piace molto spiegare, coinvolgere quando accompagno nelle visite e la sfida di essere sintetico, essenziale è un ottimo esercizio.

C’è in programma un altro progetto editoriale con artem?
Abbiamo pensato a una collana di mini approfondimenti di guide tematiche sul modello di quelle che si trovano all’agorà di Atene. Queste pubblicazioni saranno sempre molto leggere anche dal punto di vista fisico per far si che chi visita il sito, e abbia il desiderio di avere qualcosa di cartaceo, possa trovare dei temi più ampi rispetto alle schede inserite nella guida. Un esempio potrebbe essere la visita nelle botteghe del Parco o una visita attraverso gli occhi di una donna o di un bambino dell’antica Roma.

© Riproduzione riservata Bottega ad cucumas con insegna della bottega e annuncio di spettacolo a Nola. Foto Pier Paolo Metelli
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