In Umbria 10 reti con 123 musei

La Regione finanzia un programma per dare una risposta coordinata alla crisi

Stefano Miliani |  | PERUGIA

Seguire le orme del Grand Tour dei rampolli europei dal ’700 in poi, intorno al Trasimeno in scrigni come il Giardino dei Lauri di Città della Pieve o la Rocca di Castiglione del Lago. Oppure, con il Comune di Terni in prima fila, musei, altre strutture culturali e scuole creano sinergie durature per far conoscere la «Valle incantata» tra arte contemporanea e archeologica. Ancora: con Spoleto che coordina il tutto, musei e istituti della zona creano insieme un’app e un videogioco, organizzano una campagna fotografica, video e social per connettere più borghi fino alla Valnerina.

Sono tre esempi di un programma finanziato dalla Regione Umbria per dare una risposta coordinata alla crisi provocata dal Covid-19 anche perché, per un piccolo museo, metter su in solitudine tutte le precauzioni necessarie può essere complicato o troppo costoso. A giudicare dalle adesioni, l’idea è piaciuta molto: con il bando finanziato con una legge regionale del 2003 e lanciato dall’assessore alla Cultura Paola Agabiti si sono formate dieci «reti» con ben 123 musei.

I progetti ammessi dovevano coinvolgere almeno otto musei, includere scuole, associazioni e imprese e puntare sulla tecnologia, anche perché un obiettivo prioritario è coinvolgere i giovani. E il ventaglio di proposte è ampio. Per citarne un altro paio: il programma sulla «Alta Valle del Tevere» (Città di Castello capofila) prepara anche visite virtuali tramite un portale web e un’app, mentre «Passaggio a nord-est», da Gubbio e dintorni, comprende anche tappe naturalistiche, oltre che culturali.

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