Impossibili da vedere a occhio nudo

A Camerino una rassegna che comprende opere non più esposte dal sisma del 2016

Dosso Dossi, «Ritratto di Giulia da Varano bambina», 1524
Stefano Miliani |  |  Camerino (Mc)

Il dettaglio degli alberi e, sullo sfondo, di una città che sfuma ripreso dal ritratto di Giulia da Varano bambina, eseguito da Dosso Dossi nel 1524, campeggia nel manifesto di «Camerino fuori le mura. Prospettive d’arte dal Quattrocento al Settecento»: la tela del pittore ferrarese è stata restaurata dopo il recupero nel 2019, a 39 anni dal furto nel 1980, e accentra l’attenzione nella mostra in corso fino al 19 settembre nel Palazzo Castelli.

La rassegna comprende opere non più esposte dal sisma del 2016 tra cui il busto in bronzo di Urbano VIII di Gian Lorenzo Bernini, due tele di Valentin de Boulogne, affreschi staccati del pittore quattrocentesco Giovanni Angelo d’Antonio.

«Camerino fuori le mura è un riappropriarsi di un patrimonio mai dimenticato e un riconoscimento alla nostra gente, spiega la curatrice delle collezioni civiche e direttrice del Museo diocesano Barbara Mastrocola. Arricchiscono la mostra touch screen dove il visitatore può zoomare su dettagli di dipinti su cui abbiamo compiuto indagini diagnostiche e che la società modenese Haltadefinizione ha digitalizzato ad altissima risoluzione. Penso all’Apparizione della Madonna a san Filippo Neri di Giovan Battista Tiepolo e all’Annunciazione di Angelo d’Antonio, dove zoomando si notano dettagli impossibili da vedere a occhio nudo come i colori del vetro dello studiolo».

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