Il Vesuvio di Micco Spadaro va alla Certosa

Un'opera del pittore napoletano è stata venduta al Polo Museale della Campania da Umberto Giacometti e Miriam Di Penta

Francesca Romana Morelli |  | Roma

Gli antiquari Umberto Giacometti e Miriam Di Penta, specialisti di pittura antica, hanno venduto al Polo Museale della Campania un grande dipinto di Domenico Gargiulo, meglio noto come Micco Spadaro (1610-75 ca), raffigurante l’«Eruzione del Vesuvio» del 1631, che così si riunisce con le opere «Rivolta di Masaniello» del 1647 e «Piazza Mercatello durante la peste» del 1656 nel Museo della Certosa di San Martino a Napoli, ricomponendo il ciclo sugli eventi che segnarono la storia della città nel Seicento.

«È un documento cruciale per l’identità del territorio: l’eruzione segnò l’inizio della vulcanologia moderna e la nascita del culto di san Gennaro», dichiara Giacometti. «Il Ministero dei Beni culturali sta riavviando la politica di acquisti per le sue collezioni. Questo è merito della famiglia proprietaria dell’opera, di Mariella Utili e di Anna Imponente, avvicendatesi alla guida
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