Il tesoro salvato di Notre-Dame

Reliquie cristiane, dipinti, manoscritti miniati, incisioni e accessori d’alta oreficeria dell’Ottocento in mostra al Louvre aspettando l’imminente riapertura della Cattedrale

Corona con cammei detta corona di Carlo Magno di Martin Guillaume Biennais  © RMN-Grand Palais Museo del Louvre. Foto Jean Gilles Berizzi
Luana De Micco |  | Parigi

La sera del 19 aprile 2019, mentre l’incendio devastava Notre-Dame, i pompieri, guidati dai conservatori, salvarono il tesoro della Cattedrale, tra cui la corona di spine che, secondo la tradizione, Cristo portò lungo il Calvario, un frammento di legno e un chiodo della croce di Cristo e la tunica di san Luigi.

Se la riapertura della Cattedrale è prevista per dicembre 2024, dal 18 ottobre al 29 gennaio il Louvre allestisce la mostra «Il tesoro di Notre-Dame de Paris. Dalle origini a Viollet-le-Duc» con più di 120 opere. Tra gli oggetti esposti, dipinti, manoscritti miniati, compreso il «Libro dei sermoni» del Duecento su cui i vescovi prestavano giuramento, incisioni e accessori d’alta oreficeria dell’Ottocento. Nel Cinquecento il tesoro si arricchì grazie a importanti commesse, come lo studio del «Bastone cantonale» (1538) di Rosso Fiorentino, realizzato dall’orefice Macé Bégaut. Dal 1560, durante le guerre di religione, una parte delle opere furono fuse.
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Nel 1645 raggiunse la collezione un arazzo della «Vita della Vergine», realizzato su cartoni di Philippe de Champaigne, poi venduto, nel 1739, alla Cattedrale di Strasburgo, che lo conserva tuttora. Sotto Luigi XIV il tesoro si arricchì soprattutto di oggetti cesellati. Tra questi, un ostensorio del 1708 in argento dorato di Claude II Ballin su disegni di Robert de Cotte (uno dei quali è in mostra).

Durante la Rivoluzione francese del 1789 molti oggetti furono confiscati al clero e diversi vennero fusi. Solo con il Concordato del 1802 Notre-Dame fu restituita al culto e il tesoro via via ricostituito, come possibile. Sotto Napoleone I tornarono le reliquie che erano state acquisite da san Luigi tra il 1239 e il 1242, tra cui la corona di spine, conservata in un nuovo reliquiario dell’orefice Jean-Charles Cahier. Le altre reliquie, tra cui il «santo chiodo» tornarono nel 1828.

© Riproduzione riservata «Reliquiario della Sacra Corona di spine» (1862) Tesoro di Notre Dame de Paris ©  Museo del Louvre. Foto Guillaume Benoit
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