Il termometro del mercato: Nicolas Party

La spinta di Hauser & Wirth determina il balzo del suo mercato, molto fiorente e in costante crescita soprattutto in Asia

Nicolas Party, «Landscape», 2020 (particolare). Cortesia dell’artista e Hauser & Wirth. Foto Adam Reich © Nicolas Party
Alessia Zorloni |

La mostra. Colori accesi e vivaci, forme pure ed essenziali e uso dei pastelli: queste sono le caratteristiche dei ritratti, delle nature morte e dei paesaggi di Nicolas Party (Losanna, 1980), in mostra al Masi di Lugano fino al 9 gennaio 2022. Si tratta della prima mostra monografica dell’artista svizzero allestita in un museo europeo.

Con questo progetto immersivo l’artista ha dato vita a un universo surreale, contraddistinto da audaci contrasti cromatici, avvolgenti forme architettoniche e inaspettate decorazioni trompe l’œil, all’interno del quale sono messe in scena le sue opere. L’allestimento presenta 31 dipinti e 4 sculture realizzate tra il 2013 e oggi, alcune delle quali presentate per la prima volta.

Party ha realizzato anche 4 murali site specific, ispirati ad altrettante opere di Arnold Böcklin (1827-1901), raffiguranti enigmatiche vedute di edifici in disfacimento a cui fa allusione il titolo della mostra, «Rovine». La selezione dei lavori evidenzia la predilezione dell’artista per una gamma cromatica estremamente vivace e una figurazione semplificata.

La carriera. Nicolas Party si afferma negli anni Novanta con i suoi murales, prendendo parte in prima persona alla scena street svizzera. L’artista frequenta la scuola d’arte di Losanna e di Glasgow, che conclude nel 2009. Noto principalmente per i suoi dipinti, Party apre le porte della sua ricerca artistica anche ad altri media, divenendo presto un artista poliedrico.

Già dal 2011 realizza mostre monografiche presso istituzioni private e pubbliche, come lo Swiss Institute a New York e il Modern Institute di Glasgow. Nel 2015 entra a far parte della scuderia di kaufmann repetto a Milano, con cui inizia a partecipare alle più importanti fiere d’arte internazionali. Nel 2017 viene rappresentato dalla Karma Gallery a New York, consolidando così la sua presenza negli Stati Uniti, ma è solo nel 2019 che inizia la collaborazione più importante della sua carriera, quella con Hauser & Wirth. Se si osserva il mercato di Party è chiaro l’impatto che l’entrata nella scuderia di Hauser & Wirth ha avuto sulla carriera dell’artista, che da sei lotti venduti in asta nel 2018 passa a 33 nel 2019.

Il mercato. Il mercato dell’artista svizzero è molto fiorente e in costante crescita: il fatturato annuo è aumentato esponenzialmente di anno in anno, partendo da un totale di poco più di 3mila dollari nel 2016 fino ad arrivare a 5,5 milioni di dollari nel 2020. Fatta la sua prima apparizione in asta nel 2016 con una serie di acquerelli su carta di piccolo formato, Nicolas Party comincia ad attirare l’attenzione dei collezionisti a partire dal 2018, anno nel quale viene presentata «Arches», la prima grande mostra dedicata all’artista organizzata dal museo M Woods di Pechino.

In quell’anno, infatti, si registra il primo successo per un’opera di Party: «Sunset», un pastello su tela realizzato nel 2018 e stimato 60-80mila dollari viene venduto da Phillips per 300mila. Nel 2019 le sue quotazioni iniziano a crescere, in particolar modo sul mercato asiatico. Tra i lavori più quotati troviamo i pastelli su tela realizzati tra il 2014 e il 2017, nelle iconiche declinazioni di genere della natura morta, del paesaggio e del ritratto, come nel caso di «Rocks» (2016), venduto da Christie’s a 920.203 dollari, o «Portrait» (2015), battuto da Sotheby’s per 586.463 dollari. Il 2020, nonostante la pandemia, si conferma l’anno più redditizio per la carriera dell’artista, nel quale vengono aggiudicati 5 dei suoi top lot.

In galleria i lavori di Party hanno un range di prezzi che va da circa 20mila dollari per i lavori su carta di piccole dimensioni, fino ad arrivare a richieste tra 700mila e 1,5 milioni di dollari per i pastelli o gli acrilici su tela.

© Riproduzione riservata Nicolas Party © Foto Axel Dupeux. Cortesia dell’artista e Hauser&Wirth
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