Il tempo senza tempo di un gentiluomo pittore

All’Albertina le opere degli ultimi 15 anni di Filippo di Sambuy

Jenny Dogliani |  | Torino

La storia è come una spirale avvolta su se stessa, ove il divario tra passato e presente non esiste di per sé, ma soltanto nella percezione quotidiana che l’uomo ha del tempo. Nell’opera di Filippo di Sambuy è la collisione tra l’antico e il contemporaneo a generare significati, frammenti di senso e di valori di cui la società postmoderna è alla ricerca.

Sono i temi alla base della produzione dell’artista degli ultimi quindici anni, al centro della personale «AlleRetour» curata da Francesco Poli e allestita nella Pinacoteca Albertina fino al 13 novembre. Installazioni, sculture, dipinti e disegni dialogano con le opere della collezione permanente a sottolineare che l’arte supera la dimensione del tempo.

Tra i lavori esposti gli stemmi nobiliari del regno sabaudo dipinti per la Palazzina di Stupinigi, ove le raffigurazioni legate alle virtù di antiche casate si trasformano in composizioni
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