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Il rigore e la potenza di Publio Morbiducci al Laocoonte

36 disegni di nudi maschili, in alcuni casi studi per opere plastiche e monumenti pubblici

Uno dei 36 disegni di nudi maschili in mostra al Laocoonte

Roma. Secondo Mario Quesada, studioso autorevole della scultura del Ventennio, il giovane Publio Morbiducci fu orientato verso la scultura e le arti applicate da Duilio Cambellotti, che lo aveva osservato durante gli studi al Museo Artistico Industriale di Roma. Dal 12 dicembre al 12 marzo la Galleria del Laocoonte, che ha sempre trattato l’opera di Cambellotti, propone una mostra del più giovane scultore incentrata su 36 disegni di nudi maschili, in alcuni casi studi per le opere plastiche e i monumenti pubblici che realizzò.

Questo nucleo grafico sarà avvicinato a qualche esemplare di scultura ritrovato da Monica Cardarelli, curatrice della mostra e del catalogo (De Luca): «Tra gli scopi dei miei studi e del mio lavoro c’è sempre stato quello di valorizzare artisti lasciati ai margini dalle vicende storiche e dagli studi successivi. Morbiducci che affiancò Angelo Zanelli nell’esecuzione dei modelli del fregio per l’Altare della Patria, si sviluppa nel solco di questo maestro e di Cambellotti, unendo alla loro lezione personali riflessioni su fonti michelangiolesche, la scultura greca e in particolare Fidia.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019

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