Il pittore metafisico del mare

Alla Galleria Torbandena la più vasta retrospettiva su Arturo Nathan, artista «slow», studioso di filosofia e psicanalisi, dal tragico destino

«L'Abbandonato», di Arturo Nathan
Camilla Bertoni |  | Trieste

«Un personaggio straordinario: ho un debito spirituale con lui e con la sorella Daisy, carissima amica scomparsa a 105 anni una dozzina di anni fa». Così Alessandro Rosada, direttore della Galleria Torbandena, racconta il fortissimo legame che lo lega al pittore triestino Arturo Nathan, nato nel 1891 e scomparso nel 1944 nel campo di concentramento di Biberach, in Germania.

Di lui si conoscono poco più di un centinaio tra dipinti, pastelli e disegni, realizzati tra il 1920 e il 1940 circa, una cinquantina dei quali sono esposti da Torbandena Project di via San Nicolò (fino al 31 agosto). La più vasta retrospettiva dedicata al pittore della «metafisica del mare» il cui percorso è segnato dallo studio della filosofia, dalla psicanalisi, dall’incontro con la pittrice Leonor Fini (a sua volta al centro di una mostra, «Memorie triestine», a cura di Marianna Accerboni, allestita fino al 22 agosto al Magazzino 26 in Porto Vecchio), con il pittore Carlo Sbisà e con Giorgio de Chirico.

«Era un artista molto lento, non produceva più di quattro o cinque opere l’anno», spiega Rosada che ne studia l’opera da una trentina d’anni. L’ultima presenza in importanti istituzioni museali risale al 2017-18 con la mostra «Realismo magico» al Mart di Rovereto, transitata poi all’Ateneum Art Museum di Helsinki e al Folkwang Museum di Essen.

Tra i dipinti esposti in quell’occasione anche «L’Esiliato» del 1928, tristemente presago del tragico destino dell’artista: «Opera dai colori fiamminghi a cui abbiamo riservato un’intera parete, racconta il gallerista, dipinta quando aveva raggiunto un altissimo livello tecnico. Nella collezione Barilla viene esposto normalmente vicino a Bacon».

I sei temi che lo appassionavano sono suddivisi nelle sale: autoritratti, figure di spalle, animali, fortificazioni, metafisica, paesaggi marini. La mostra ha dato l’occasione anche per la pubblicazione del catalogo dei suoi lavori su carta a cura di Marilena Pasquali, direttrice del Centro Studi Giorgio Morandi, Daniele Margadonna, nipote dell’artista, e Alessandro Rosada.

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