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Laura Giuliani
Leggi i suoi articoliNon lontano da Napoli, alle pendici del Vesuvio, a Somma Vesuviana, gli scavi condotti a partire dal 2002 dall’Università di Tokyo sotto la direzione di Masanori Aoyagi hanno restituito in tutti questi anni numerosi reperti archeologici e i resti di una villa romana che gli studiosi fino a poco tempo fa pensavano fosse riconducibile all’imperatore Augusto per la maestosità dell’impianto e per gli importanti ritrovamenti.
L’area su cui insiste lo scavo è sempre stata di proprietà della Fondazione Romualdo Del Bianco-Life Beyond Tourism di Firenze, che tra i suoi intenti annovera anche «quello di restaurare beni di rilevante interesse storico, artistico e archeologico».
Il 29 maggio scorso la Fondazione ha deciso di donare i terreni oggetto dello scavo alla Soprintendenza Archeologica della Campania, consentendo così a quest’ultima di portare avanti il processo di valorizzazione del territorio iniziato da Masanori Aoyagi, oggi commissario dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. All’atto della donazione erano presenti tra gli altri Paolo del Bianco, presidente della Fondazione, e Stefano de Caro, già soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Caserta e oggi direttore generale di Iccrom chiamato a rappresentare per procura lo studioso giapponese.
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