Il lato spirituale di Warhol

Il Brooklyn Museum ospita una mostra dedicata a uno degli artisti più esposti di sempre, ma da una prospettiva nuova e poco esplorata precedentemente: il rapporto tra la sua arte e la religione

«The Last Supper» (1986) di Andy Warhol (particolare) © 2021 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by Artists Rights Society (ARS)
Federico Florian |  |  New York

Dal 19 novembre a 19 giugno, il Brooklyn Museum ospita una mostra dedicata a uno degli artisti più esposti di sempre, Andy Warhol, ma da una prospettiva nuova e poco esplorata precedentemente: il rapporto tra la sua arte e la religione. Nato da una famiglia di immigrati slovacchi nonché ferventi cattolici, Warhol trascorre la sua infanzia frequentando la chiesa locale nel quartiere ucraino di Pittsburgh in cui è nato e cresciuto. Ma anche a New York, negli anni della Factory e del successo internazionale, l’artista mantiene la propria vocazione religiosa, adattandola a un lifestyle tutt’altro che dimesso e alla propria identità apertamente queer.

Con oltre cento opere esposte, «Andy Warhol: Revelation», organizzata in collaborazione con l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh (e a cura di José Carlos Diaz e Carmen Hermo), sottopone allo sguardo del pubblico lavori iconici, come esemplari della serie «The Last Supper» (ispirata al capolavoro di Leonardo da Vinci), insieme a materiali raramente visti prima, fra cui un film non finito del 1967 raffigurante un tramonto e commissionato dalla famiglia De Menil e dalla Chiesa Cattolica di Roma, oggetti religiosi appartenuti all’artista e una serie di disegni realizzati da sua madre durante gli anni della convivenza con il figlio a New York City. L’esposizione include prestiti da diversi musei americani, quali il Guggenheim, il Baltimore Museum of Art e naturalmente il museo di Pittsburgh a lui dedicato, dal quale proviene, ad esempio, il film del ’69 «The Chelsea Girls».

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