Il Canaletto prefotografo

Bernardo Bellotto celebrato alla Gemäldegalerie di Dresda nel terzo centenario della nascita

«Viista dalla riva destra dell'Elba sotto il ponte Augusto» (1748) di Bernardo Bellotto detto Canaletto © Gemäldegalerie Alte Meister, Staatliche Kunstsammlungen Dresden. Foto Estel/Klut
Francesca Petretto |  | Dresda

Il pittore veneziano Bernardo Bellotto (1722-80), figlio di Lorenza Canal, la sorella del celeberrimo Antonio, noto Canaletto, adottò dietro suggerimento dello zio e per fare più agevolmente carriera, lo pseudonimo di quello. Per questo motivo, nei paesi di lingua tedesca, soprattutto in Germania, dove viaggiò e visse a lungo, prima pittore alla corte sassone di Dresda, poi a Vienna, su invito dell’imperatrice Maria Teresa, di seguito a Monaco di Baviera e di nuovo a Dresda, e infine a Varsavia, dove morì, è noto come «Bernardo Bellotto, detto anche Canaletto».

Proprio a Dresda, invitato dal principe elettore di Sassonia Augusto III, ottenne subito fama e successo come autore di pitture vedutistiche. Ed è perciò proprio l’elegante città sassone a dedicargli oggi, per il suo 300esimo compleanno, la retrospettiva «Magia del reale: Bernardo Bellotto alla Corte Sassone», alla Gemäldegalerie dal 21 maggio al 28 agosto.

Dei molti luoghi che visitò e in cui visse lasciò una indelebile traccia nelle sue tele che rispetto a quelle del più noto, primo Canaletto si distinguono per maggiore accuratezza nella resa dei particolari architettonici ed atmosferici, una più esatta e dinamica resa chiaroscurale di cielo e acqua e infine, dal suo secondo soggiorno in Sassonia in poi, per un verismo descrittivo che ne avvicina la perfetta resa pittorica alla fedeltà del mezzo fotografico.

Oggi è considerato uno dei più importanti pittori di vedute di città e paesaggi del XVIII secolo. La mostra di Dresda mira a presentarne la più grande collezione al mondo di dipinti, custodita nelle sue collezioni, e a illustrarne le diverse fasi creative attraverso prestiti da importanti istituzioni internazionali che lo vedono oltre che pittore anche incisore. Libri, porcellane, sculture e strumenti scientifici d’epoca completano l’allestimento al fine di ricreare l’immagine di un’età gloriosa che Bellotto contribuì a plasmare artisticamente.

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