Il bisturi di Pinot

Gallizio e i CoBrA tra miart e la Galleria Dellupi

Pinot Gallizio, «I guitti», 1956
Monica Trigona |  | Milano

La galleria Dellupi Arte partecipa a Miart con Pinot Gallizio (1902-64) in dialogo con artisti del dopoguerra (Karel Appel, Corneille e Bengt Lindström); nella sede in via Spinola, invece, è allestita una rassegna sull’«Informale» in ambito europeo. Le opere esposte in galleria sono frutto della dissoluzione e del superamento della forma, attuato dalla fine degli anni Quaranta attraverso l’immediatezza del gesto pittorico.

L’Art autre, il Tachisme e l’Art informel condividevano la presa di distanza dalle espressioni figurative e geometrico-astratte. Per gli autori di queste tendenze non solo la forma ma anche la materia acquistava un nuovo rilievo grazie all’introduzione di sabbia, sassi, carta di giornale, cocci di varia natura. Il gesto dell’artista assume accenti ritualistici.

Senza regole o modelli d’ispirazione, autori come Karel Appel, Corneille e Asger Jorn diedero un nuovo impulso all’arte. Tra i protagonisti del gruppo CoBrA, questi tre artisti sono centrali nello stand di Dellupi Arte a Miart, con inediti di grande valore storico artistico come «L’albero della vita», grande dipinto di inizio anni Sessanta di Pinot Gallizio (non usava il pennello, ma bisturi o siringhe per dolci), tanto vicino all’espressionismo dei CoBrA e all’immediatezza dell’Art brut.

«Jardin III» di Corneille del 1959, con forme e colori caldi addensati in un tripudio vitalistico. «I guitti» di Pinot Gallizio del 1956, un primitivismo in bilico tra memoria figurale e astrazione espressionista, debitore della lezione di Piero Simondo. In ottobre una selezione di dipinti di Gallizio degli anni Cinquanta e primissimi Sessanta (già esposti a Miart) confluiranno in una retrospettiva a lui dedicata in galleria.

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