Il bello della bolla di sapone

Inconsueto excursus sulle impalpabili sfere nella storia del'arte

Manifattura fiorentina da un disegno di Giuseppe Zocchi, «L’Aria», dalla serie «Il Fuoco, la Terra, l’Acqua e l’Aria», mosaico di pietre dure, Vienna, Möbel Museum, Bundesmobilienverwaltung – Hofmobiliendepot
Stefano Miliani |  | Perugia

Nella levità e nelle trasparenze delle bolle di sapone i pittori hanno alluso, nel XVI e XVII secolo, alla vita che evapora in un soffio, mentre gli scienziati vi hanno trovato fertili campi di indagine. Ha un duplice registro «Bolle di sapone. Forme dell’utopia tra Vanitas, arte e scienza» alla Galleria Nazionale dell’Umbria dal 16 marzo al 9 giugno, inconsueto excursus sulle impalpabili sfere curato da Marco Pierini, direttore del museo, e Michele Emmer, matematico già docente all’Università La Sapienza di Roma.

«Emmer nel 2009 pubblicò un bellissimo libro per Bollati Boringhieri, “Bolle di sapone. Tra arte e matematica”. Mi suggerì di curare insieme una mostra. Ci siamo riusciti adesso, piuttosto è strano finora che nessuno ne abbia allestita una», confessa Pierini. Il percorso include Guido Reni, Fra’ Galgario, Jan Brueghel il Giovane, Man Ray, Max Beckmann, incisioni, foto,
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Stefano Miliani