I vetri di Stearns per Venini

Un americano in fornace per le Stanze del Vetro sull’Isola di San Giorgio Maggiore

Vaso per le lacrime del Doge e Facciata di Venezia in vetro a canne (1961-62) di Thomas Stearns. New York, Collezione Olnick Spanu - Collezione Rob Beyer
Veronica Rodenigo |  | Venezia

Dopo il francese Maurice Marinot l’appuntamento settembrino delle Stanze del Vetro sull’Isola di San Giorgio Maggiore ci riporta alla produzione vetraria della fornace Venini offrendo un ulteriore approfondimento sulla sua storia.

Dal 9 settembre al 5 gennaio «Thomas Stearns alla Venini» (a cura di Marino Barovier) riunisce 80 lavori realizzati tra il 1961 e 1962 quando l’artista americano (1936- 2006), giunto a Murano nel 1960 con una borsa di studio post lauream concessa dal Governo italiano per attività di ricerca sul vetro, divenne guest designer della fornace.

Lavorando a stretto contatto con il maestro vetraio «Checco» Ongaro, Stearns diede vita a creazioni e serie dal carattere sperimentale che si distinsero da subito per l’originalità di forme e accostamenti cromatici. Il rimando a Venezia e alla sua laguna è ricorrente, sin dai nomi: ne sono testimonianza «Cilindro e cappello del
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