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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoli«Voyages Without a Destination» è il titolo di una retrospettiva di Louise Bourgeois (Parigi 1911-New York 2010) aperta nello Studio Trisorio sino al 17 giugno. Dell’artista, che tra i numerosi riconoscimenti vantava la nomina a ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal ministero francese della cultura nel 1983 e la medaglia della Legione d’Onore francese nel 2008, sono esposti trentaquattro lavori su carta, realizzati in circa settant’anni di attività, dal 1940 al 2009, e quattro sculture in bronzo, tra cui «Lair» del 1962.
Nelle gouache e negli acquerelli, molti dei quali inediti, il segno delicato e infantile sembra emergere da un inconscio fragile e popolato da drammi, lacerazioni, ferite, desideri, pulsioni di vita e di morte. È quello che evidenziano, tra le altre, opere come «You Are My Favourite Monster» (2005), «Has The Day Invided The Night or Has the Night Invided the Day» (2006), «Breasts» (2008).
Trasferitasi a New York nel 1938, l’artista ha nutrito la propria poetica di temi che affondano nell’infanzia e nella trama affettiva e relazionale familiare, indagando questioni come la memoria e l’amore, la sessualità e l’abbandono. Le opere della Bourgeois rappresentano l’irrapresentabile, quindi la propria esperienza emotiva, il vissuto, facendo dell’arte il luogo della psicoanalisi personale e collettiva al tempo stesso. Dal forte carattere onirico, le opere fanno emergere il rimosso, incuranti delle mode e dei gusti, parlando del dramma esistenziale che da una chiave intimistica si apre al dramma collettivo.
A Napoli il Museo Nazionale di Capodimonte aveva celebrato l’opera dell’artista nel 2008 con un’importante retrospettiva che si apriva nel cortile centrale con la maestosa «Maman» (1999), il grande ragno, figura, come le altre, che lambisce il sublime pur emergendo da un incubo.
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