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Libri

I mausolei turchesi in gara con il cielo

Un’importante indagine di Giovanni Curatola sull’arte in Iran

La Moschea Blu di Istanbul

Milano. Dal fango, luce e ombra dei mattoni seccati al sole ai colori dei mina’i, dal blu da mille e una notte delle lajvardina al turchese di moschee e mausolei in gara con il cielo, dall’equilibrio tra movimento e staticità dipinto, cercato e raggiunto delle miniature ai nodi di lana e seta colorata intrecciate a ricreare cacce e giardini, seguendo le linee infinite degli arabeschi che si rincorrono catturati da pannelli in stucco o mattonelle sgargianti: il libro di Giovanni Curatola è un tappeto volante (d’altronde non è forse persiana per eccellenza la concezione dello spazio misurato dal vento?) guidato da un jinn appassionato e profondo conoscitore della materia.

L’opera è una rielaborazione della parte dedicata all’Islam del libro L’Iran. Arte persiana (Jaca Book, Milano 2004), scritto a quattro mani dall’autore con il suo maestro, l’illustre orientalista Gianroberto Scarcia, che si era occupato in quella sede dell’arte achemenide, partica e sasanide: una divisione tra qadim jiddan (molto antico) e qadim (antico) che ricordasse al lettore come «gli orientali non hanno alcun senso dell’Oriente, il senso dell’oriente siamo noi occidentali, noi rumi ad averlo» (Mathias Enard, 2016), e come l’arte persiana abbia conservato, nonostante o forse grazie alle continue invasioni da Est e al complesso rapporto con le popolazioni nomadiche, una cifra ineffabilmente propria.

Curatola riprende l’impianto che nel libro precedente aveva dato alla trattazione dell’arte islamica dell’Iran, aggiungendo un approfondimento sulla decorazione architettonica, una trattazione della produzione ceramica e alcune finali osservazioni sull’attuale stato della conservazione e comunicazione del patrimonio artistico iraniano e sulle sue prospettive. Lo studio si apre con una riflessione sull’arte islamica nel mondo persiano, e sul mondo persiano nell’arte islamica, perché «la tradizione autoctona iranica, fortemente radicata, si è affinata col tempo, ma anche perché l’Islam è un sistema complesso: duttile e in grado, una volta affermato il semplice e moderno dogma dell’unicità assoluta di Dio, di assimilare e far propri usi, costumi, abitudini le più disparate. Meglio, di unificare tutto».

162 fotografie a colori, prosa involuta e adamantina, con un notevole rigore terminologico, l’autore segue cronologicamente le vicende delle forme architettoniche e delle loro decorazioni, delle ceramiche e delle miniature, dei tappeti, del gusto che ha dato forma al patrimonio culturale iraniano islamico: la bibliografia ricca, aggiornata, di consultazione immediata, fornisce una lampante dimostrazione di come mancasse una trattazione d’insieme (e non divisa per materiali, come ceramiche e stoffe, o per manufatti, come i tappeti) dell’arte islamica in Iran e della sua storia.

All’introduzione l’autore affida il ruolo di guida per la lettura (per una prima conoscenza o per un rinnovato studio, l’opera può essere letta, studiata, compresa su molteplici livelli) non del libro soltanto ma dell’Iran odierno, di quell’«oriente all’acqua di rose», della sua percezione. Una voce da studioso che non ha smesso di essere studente, e che offre oggi un incredibile, complesso, raro e impagabile lavoro di sintesi.

Iran Arte Islamica, di Giovanni Curatola, 221 pp., ill., Jaca Book, Milano 2018, € 90,00

Elena Casalini, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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