I Galliani fratelli nel marmo e sulla carta

Gli spazi del Castello Medievale e di Casa Cavezzi accolgono sculture e disegni dei due fratelli figli d’arte, accumunati dal desiderio di spingersi oltre

«disegno E matita», 2017, di Massimiliano Galliani
Valeria Tassinari |  | Montecchio Emilia

Due fratelli figli d’arte, Massimiliano e Michelangelo Galliani, entrambi artisti colti e attenti alla storia dell’arte, con poetiche differenti e potenti: alla loro ricerca, diversa ma ispirata dal medesimo desiderio di spingersi oltre, è dedicata fino al 27 marzo una mostra a due voci, o a due silenzi, che significativamente s’intitola «Hybris», la forza che nell’antica Grecia indicava la spinta dell’uomo a ribellarsi al limite e ad andare oltre l’ordine costituito.

Ideata nell’ambito del progetto «Profeti in patria» prima della prematura scomparsa di Massimiliano nel 2020, la mostra si propone di far dialogare le loro opere con luoghi di forte suggestione storica. Nel Castello Medievale e Casa Cavezzi frammenti di corpi, scolpiti con una tecnica che evoca la tradizione ma tradisce un’irrequietezza sempre in sintonia con il presente, sono la cifra ricorrente dell’opera di Michelangelo, che sente il marmo come natura metamorfica rivelata all’uomo.

Il lapis, la fragilità elusiva ma evocativa del segno «disegnato e disegnante», sono invece gli strumenti quasi rabdomantici della ricerca espressiva di Massimiliano che, scrive il curatore Alberto Zanchetta, «ha concepito il disegno come un sismografo del pensiero». Il progetto «Profeti in patria» promosso dal Comune di Montecchio Emilia e ora giunto alla sesta edizione, si propone di dar spazio alla ricerca di affermati artisti del territorio.

In questa particolare occasione è nata anche una collaborazione con l’Associazione culturale ArtMacs, che tutela e diffonde la conoscenza dell’opera artistica di Massimiliano Galliani, sostenendo la nascita del Premio Massimiliano Galliani per il disegno under 35, dedicato al disegno e alla ricerca visiva emergente. Vincitrice della prima edizione, organizzata in partnership con la fiera ArtVerona, è stata la messicana Fernanda Carrillo.

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