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I contemporanei intrusi nel Quirinale

Un volume sulla collezione di arte contemporanea nella sede della Presidenza della Repubblica

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il direttore editoriale dell’Enciclopedia italiana Treccani, Massimo Bray, alla presentazione del libro Quirinale contemporaneo. © Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica

Roma. Simbolo dell’identità nazionale, la cui immagine è diffusa ai più alti livelli nel mondo, il Quirinale dal 2015 ha spalancato le porte alla cittadinanza con visite guidate giornaliere, ma da questa estate sono fruibili anche trentasette opere d’arte di venti artisti e trentadue pezzi di design eseguiti nell’Italia repubblicana, il periodo più recente nella storia del Paese. Le opere d’arte sono prestiti a lungo termine di fondazioni, archivi e da tre giovani artisti, mentre i pezzi di design, escludendo quelli realizzati in plastica, sono stati donati dalle storiche case produttrici.

Fortemente voluta dal presidente Sergio Mattarella, la raccolta sarà arricchita nel tempo con lavori di altri artisti, che hanno segnato le vicende dell’arte italiana dalla seconda metà del Novecento. L’operazione ha un precedente nella collezione negli ambienti del Ministero degli Affari Esteri, avviata dall’Ambasciatore Umberto Vattani anni fa, ma collocare l’arte contemporanea al Quirinale, perfino nei due studi del presidente della Repubblica, significa offrire una visione del complesso istituzionale «come luogo evocativo, dichiara Mattarella, capace di mostrare l’Italia attraverso le energie del presente», un progetto al di là di valenze politiche, appello a una sorta di categoria dello spirito, terreno comune con il mondo al quale si appartiene.

Curato dall’architetto Renata Cristina Mazzantini, responsabile del progetto, introdotto dal presidente Mattarella, il volume è essenziale e sostanzioso nella concezione. Maestro della fotografia di ambienti a carattere museale, Massimo Listri ha realizzato le immagini delle opere inserite nell’ambientazione sabauda (altre sue opere sono nella collezione); riprodotte per lo più a piena pagina, queste fanno da file rouge nel libro, abbinate alle biografie degli autori, spesso ai loro pensieri acuminati come frecce e a schede tecniche.

Listri ha colto i dialoghi serrati tra antico e presente, per esempio nella Prima di Sala di Rappresentanza affrescata dal classicista Agostino Tassi campeggia «Concetto spaziale-Venice moon» di Lucio Fontana; nella Sala delle Fabbriche di Paolo V un fregio seicentesco risponde a due grandi tele di Afro,« La sopraffazione» (1952), «Madonna di Monte» (1962); nella Sala delle Api un arazzo parigino tardo settecentesco è avvicinato a un altro di Alighiero Boetti (1989); un mobile di Giuseppe Maggiolini dialoga con «Trumeau Architettura» di Ponti-Fornasetti.

Quirinale contemporaneo, di Renata Cristina Mazzantini, 120 pp., 80 tav. a col, Treccani, Roma 2019, € 15,00

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019


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