I colori della scultura antica

Accanto a lavori originali di epoca greca e romana dalla collezione, al Met sono presentati straordinari rifacimenti in 3D imaging, risultato di rigorose analisi scientifiche e storico-artistiche

Una delle elaborate immagini in 3D  presentate in mostra
Federico Florian |  | New York

Dopo il successo internazionale della mostra «Divinità a colori», tenutasi alla Liebieghaus di Francoforte nel 2008 (e seguita nel 2020 dal capitolo «The Golden Edition»), il tema della policromia nella scultura antica prende piede anche a New York, in un progetto espositivo presso il Metropolitan Museum.

Frutto della collaborazione con il Liebieghaus, «Chroma: scultura antica a colori» (dal 5 luglio al 26 marzo) rivela agli occhi increduli dei visitatori la ricchezza cromatica che caratterizzava le produzioni scultoree di aree geografiche ed epoche storiche variegate, pur sempre all’interno del bacino del Mediterraneo: dagli idoli cicladici del III millennio a.C. alla ritrattistica imperiale romana del II secolo, tutte opere a noi giunte nel colore nudo e crudo della pietra e del marmo.

Sono in mostra una serie di ricostruzioni di sculture antiche a colori da parte del professor Vinzenz Brinkmann, a capo del Dipartimento di antichità del Liebieghaus.

Presentate accanto a lavori originali di epoca greca e romana dalla collezione del Met, tutti raffiguranti soggetti simili, tali rifacimenti sono il risultato di rigorose analisi scientifiche e storico-artistiche, nonché di elaborate tecniche di 3D imaging.

Tra queste figurano frammenti scultorei a colori dall’Acropoli di Atene e vasi in terracotta variopinti con scene di artigiani intenti a dipingere sculture; pezzo forte dell’esposizione la ricostruzione di una Sfinge di età arcaica il cui originale è presente in collezione. Accompagna il progetto un’esperienza VR, che consente al pubblico di ricreare la Sfinge virtualmente sul proprio smartphone.

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