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Mostre

I cavalli di Tano Pisano

Ai Magazzini del Sale un tema che affascina l’artista siciliano

Uno degli acquerelli di Tano Pisano in mostra

In occasione della riapertura dei Magazzini del Sale, la sede espositiva del Palazzo Pubblico, la mostra di Tano Pisano «Il gioco del cavallo» (dal 19 settembre al 28 novembre) è un omaggio al gioco secolare del Palio che scandisce la vita della città e nel quale i cavalli, tuttora benedetti nelle chiese di ciascuna contrada prima dei fatidici giorni, sono i veri protagonisti della sfida, in quanto possono arrivare al traguardo, e vincere, anche senza più il fantino in sella.

Un tema che affascina l’artista siciliano, vincitore del concorso per il progetto senese, poiché, come sottolinea il curatore della mostra Enrico Mattei, egli vede nel cavallo, la cui rappresentazione ha origini molto lontane nell’arte dei secoli trascorsi, una figura capace trasmettere forza al suo cavaliere.

Il percorso, che prende avvio dal cortile del Palazzo Pubblico per poi articolarsi nei due piani dei Magazzini, comprende opere concepite site specific per Siena, tra cui dipinti di grandi dimensioni: in alcuni di essi troviamo anche l’emblema di singole contrade, in altri è inserito un rimando a dipinti precedenti dell’artista, che poi sono esposti, in minor formato, a confronto.

La figura del cavallo è inoltre modulata in diversi disegni, acquerelli, incisioni nelle quali elemento essenziale è la luce, che trascorre sulle superfici esaltandole o quasi sfaldandole, ma anche in ceramiche e bronzi, sempre coniugando maestria tecnica e cadenza poetica.

Un ruolo importante nella mostra svolgono i «Meccano» e i «Mobiles», ovvero cavalli costruiti attraverso l’unione di lastre di metallo perforate oppure assemblaggi di legno e ferro dipinto, e che rimandano alla serie delle «Bestiole», presentate nei mesi scorsi a Pietrasanta o ai Meccano di una precedente mostra a Palazzo Davanzati a Firenze, in dialogo con le raffigurazioni degli affreschi.

L’impressione disarticolata degli elementi dei «Mobiles» raggiunge però sempre un equilibrio formale, sul filo della giocosità che caratterizza la produzione dell’artista ed è particolarmente consona al soggetto trattato.

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 410, settembre 2020



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