Helen Levitt per le strade di New York

La Photographers’ Gallery ospita oltre 130 scatti della fotografa newyorkese, pioniera della fotografia a colori

Helen Levitt, New York, 1938 © Film Documents LLC Cortesia di Galerie Thomas Zander, Colonia
Mario Ratis |  | Londra

S’intitola «In the Street» la retrospettiva che la Photographers’ Gallery dedica fino al 13 febbraio alla newyorkese Helen Levitt (1913-2009).

Con un percorso di oltre 130 opere che abbracciano mezzo secolo la mostra dà conto della grande varietà del lavoro della Levitt: street photographer ma anche documentarista e pioniera della fotografia a colori, capace di sperimentare e muoversi dalla fotografia ai libri d’artista, al cinema d’avanguardia.

Nelle sue immagini c’è soprattutto la nativa New York, teatro prediletto di una poetica del quotidiano che la Levitt ricerca, fin dagli anni Trenta, fra le comunità di quartieri come il Lower East Side, il Bronx e Harlem. Qui la sua Leica documenta con discrezione la vita della gente comune, passando dai disegni in gesso lasciati sui muri delle case, ai passanti incrociati per strada, ai passeggeri della metropolitana.

Ispirata da un incontro con Cartier-Bresson, oltre che dal cinema muto e dal Surrealismo, la Levitt sa trasformare l’ordinarietà quotidiana in uno spettacolo dai toni surreali, cogliendo la stravaganza involontaria dei suoi soggetti, senza lanciare messaggi politici o sociali. A eccezione, forse, del reportage del 1941 sui quartieri più poveri di Città del Messico, che rappresenta anche l’unico lavoro dell’artista realizzato non a New York.

Esposti si trovano anche il documentario «In the Street» che, come una fotografia in movimento, riprende la vita nella Harlem spagnola di metà secolo; e un’ampia selezione di fotografie a colori che evidenziano lo sviluppo di un nuovo linguaggio adottato dalla Levitt a partire dagli anni Sessanta: nuove luci per il suo teatro di strada.

© Riproduzione riservata Helen Levitt, New York, 1973 © Film Documents LLC Cortesia di Galerie Thomas Zander, Colonia
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