Guardate e immergetevi in ART CITY Bologna

Il MAMbo è l’epicentro di un programma di mostre e performance dal 17 gennaio

Una scena di «Bonjour» (2015) di Ragnar Kjartansson. Foto Justine Emard
Valeria Tassinari |

Bologna. La rappresentazione lineare del tempo, concetto già in crisi all’epoca dalle avanguardie storiche sulla scia della nuove visione relativistica che coinvolse psicanalisi, filosofia e scienza all’inizio del XX secolo, oggi è al centro di una revisione radicale. Numerosi nuovi modelli teorici, infatti, hanno introdotto il loop, la ripetizione circolare, in molti aspetti della sperimentazione, dalla fisica quantistica alla comunicazione di massa, dall’organizzazione del lavoro fino alle arti visive.

Entra subito nel vivo del tema, grazie a un titolo che suona come un mantra, «AGAINandAGAINandAGAINand», una mostra pensata come apertura della nuova stagione del contemporaneo, capocordata tra le proposte che compongono il progetto ART CITY Bologna 2020, il vasto programma istituzionale di iniziative speciali, promosso dal 17 al 26 gennaio dal Comune di Bologna in collaborazione con Bologna Fiere
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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