NOTIZIE IN BREVE GIORNO PER GIORNO NELL’ARTE | 29 DICEMBRE 2022

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GIOVEDÌ 29 DICEMBRE 2022

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Arata Isozaki

01

La scomparsa di Arata Isozaki.

Oggi 29 dicembre 2022 è morto all’età di 91 anni l’architetto giapponese Arata Isozaki. Laureato all’Università di Tokyo nel 1954, fu allievo di Kenzō Tange e fece parte del suo studio. Nel 1963 fondò l’«Arata Isozaki Atelier», che oggi è divenuto «Arata Isozaki & Associates». Isozaki vinse nel 1983 il Mainichi Art Award; nel 1986 la medaglia d’oro del Riba (Royal Institute of British Architects); nel 1990 lo Chicago Architecture Award; nel 1992 l’Honor Award; il Leone d’Oro alla VI Biennale di Architettura di Venezia nel 1996; e nel 2019 il Premio Pritzker. In Italia un suo progetto vinse la gara internazionale per la nuova uscita monumentale degli Uffizi a Firenze, che è stato completato fino al progetto esecutivo. Realizzò il Palasport Olimpico di Torino, che durante le Olimpiadi del 2006 ha ospitato le gare di hockey su ghiaccio. L’architetto inoltre progettò uno dei tre nuovi edifici prossimi alla costruzione nel centro di Milano: il Dritto, e affiancato da lo Storto e il Curvo. Dal 2005 aveva aperto insieme ad Andrea Maffei, suo socio italiano, lo studio Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati srl a Milano per sviluppare nuovi progetti in Italia. Recano la sua firma, tra l’altro, il Kitakyushu Municipal Museum of Art e la Kitakyushu Central Library di Fukuoka, in Giappone; il Museo d’Arte Moderna Gunma a Takasaki, sempre in Giappone; il Museum of Contemporary Art (MoCA) di Los Angeles; il Centro di Arte e Tecnologia Giapponese di Krakow, in Polonia; il Nagy Museum of Contemporary Art di Okayama, in Giappone; lo Shizuoka Performing Arts Center di Shizuoka, in Giappone; lo Shenzhen Cultural Center di Shenzhen, in Cina; il Museum of the Central Academy of Fine Arts a Pechino, in Cina; e il Qatar National Convention Center a Doha, in Qatar. [Redazione]

02

I Paesi Bassi cercano nelle loro collezioni reali opere di «arte coloniale» per la restituzione ai Paesi d’origine.

L’indagine è sostenuta dalla monarchia olandese: re Guglielmo e la regina Máxima caldeggiano la riconsegna dei pezzi appartenenti alla Casa d’Orange che sono stati saccheggiati dall’Indonesia, dal Suriname o dai territori dei Caraibi, le antiche colonie olandesi. [Redazione]

03

In Israele la tomba di Salomè aprirà ai visitatori.

Per secoli è stata meta privilegiata di frotte di pellegrini: ora sta per essere visitata da frotte di turisti. In dicembre l’Autorità israeliana per le antichità (Iaa) ha riferito di una serie di lavori alla cosiddetta Tomba di Salomè, nei pressi della città di Lakish (a metà strada tra Gaza e Gerusalemme), che renderanno in futuro il sito archeologico accessibile e fruibile dai turisti. Salomè, secondo la tradizione, era una delle Sante Donne che assistettero alla crocifissione di Cristo e, sulla base di alcune fonti, è considerata una delle due levatrici che aiutarono la Vergine a partorire Gesù. [Redazione]

04

Grazie a un collezionista olandese un foglio potrebbe tornare a Siviglia nel libro trecentesco a cui appartiene.

Un collezionista olandese 88enne, che intende conservare l’anonimato, ha offerto in vendita per circa 1.800 euro alla Institución Colombina, dipendente dalla Cattedrale del capoluogo andaluso, un foglio appartenente al Pontificale di Juan de Villacreces, un volume del XIV secolo, conservato appunto nella Cattedrale di Siviglia, che illustra la liturgia degli uffici religiosi dei vescovi. Il foglio era stato asportato dal prezioso libro nell’ultimo quarto del XIX secolo. [Redazione]

05

A Torino 25 milioni per la Gam.

Nel corso della conferenza stampa di fine anno della giunta comunale di Torino, l’assessora alla Cultura, Rosanna Purchia, ha annunciato uno dei primi cantieri per il 2023 nel capoluogo piemontese, quello per la ristrutturazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (Gam). La spesa prevista, 25 milioni, sostenuta con il contributo del Ministero della Cultura e della Compagnia di San Paolo, servirà per realizzare un progetto internazionale di un patrimonio «inestimabile». «Il primo museo d’arte moderna d’Italia non chiuderà mai e risorgerà», ha dichiarato l’assessora. [Redazione]

06

Il mito di Edipo tradotto «all’orientale».

Secondo uno studio del Cnrs (il Centre national de la recherche scientifique) e del Collège de France («Oedipus and Jocasta on a “Bactrian” Silver Bowl in the Hermitage, c. 350-500»), pubblicato sulla rivista scientifica «Journal Asiatique», è stata finalmente svelata l’iconografia della decorazione di una coppa d’argento datata intorno al IV secolo d.C., scoperta nel 1903 nell’attuale Kazakistan e ora conservata all’Ermitage di San Pietroburgo: si tratterebbe di una rappresentazione esotica della vicenda di Edipo. I nudi maschili e le donne formose sbalzate sul corpo della coppa raffigurerebbero in realtà cinque scene dell’Edipo Re, l’opera teatrale scritta nel V secolo a.C. da Sofocle. L’unica differenza è che alla tragedia è stato dato un sapore locale. [Le Figaro]

07

Capodanno gratis al museo e nei siti archeologici.

A Roma musei e parchi archeologici a Capodanno saranno aperti e gratuiti: Colosseo, Galleria Borghese, Terme di Caracalla, Villa d’Este a Tivoli, Ostia Antica, solo per citare qualche esempio, saranno tra i siti interessati dall'iniziativa. Apertura straordinaria per il Parco dell’Appia Antica con i suoi tesori, come il Mausoleo di Cecilia Metella e la Villa dei Quintili. A questi se ne aggiungono altri che la Soprintendenza Speciale di Roma ha deciso di aprire eccezionalmente: la Villa di Livia lungo l’antica via Flaminia, l’arco di Malborghetto e il Drugstore Museum, luogo di contaminazione tra antico e moderno in via Portuense, che ha un nuovo allestimento. Ricca la lista dei luoghi da scoprire anche in provincia: comprende le necropoli di Porto a Fiumicino, Villa Adriana e Villa D’Este a Tivoli, l’abbazia greca di San Nilo a Grottaferrata, il Sacro Speco di San Benedetto e il monastero di Santa Scolastica a Subiaco. L’elenco completo dei luoghi aperti a Capodanno in tutta Italia è sul sito del Ministero della Cultura. [Tina Lepri]

08

Firmato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Federculture.

È stato firmato da Federculture e dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Uil Pa e Ugl il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Federculture per il triennio 2019-2021. Per quanto riguarda la parte economica l’accordo ha confermato quanto già previsto nella preintesa siglata a novembre, ossia un aumento della base tabellare delle retribuzioni di 3,5 punti percentuali, con il conferimento di una «una tantum» a compensazione del periodo di vacanza contrattuale 2019-2021. [Redazione]
 

09

I numeri «turistici» di Milano nelle vacanze di Natale.

Nel fine settimana di Natale, dal 24 al 26 dicembre, nel capoluogo lombardo sono stati più di 13mila i visitatori alle mostre nelle sedi espositive del Comune. A Palazzo Reale le presenze sono state 5.665, al Pac 114. Nella Fabbrica del Vapore che ospita «Dopo il botto», di Zerocalcare, sono arrivate quasi 2mila persone. Il record assoluto, 4.078 biglietti, è però stata la tradizionale esposizione natalizia a Palazzo Marino «Carità e bellezza», che mette in mostra opere tre-quattrocentesche di Beato Angelico, Sandro Botticelli, Filippo Lippi, Tino Di Camaino, provenienti dai musei fiorentini. [Ansa]

10

Skira-Chargeurs, una sinergia internazionale.

In un’intervista di inizio dicembre a Massimo Vitta Zelman pubblicata dal sito di Pde (Promozione Distribuzione Editoriale), società di consulenza commerciale e promozione editoriale, il titolare di Skira torna sulla cessione, effettuata il 20 luglio scorso, dell’80% delle quote della sua casa editrice al gruppo francese Chargeurs, mantenendo il 20% del capitale della società e rimanendo presidente e amministratore delegato con poteri pressoché identici a quelli di prima. Il figlio, Filippo Vitta Zelman, è stato nominato direttore generale. Nell’intervista Vitta Zelman afferma tra l’altro che la riconoscibilità internazionale del marchio Skira «si sposa in maniera straordinaria con le caratteristiche di quella parte del gruppo Chargeurs che si chiama Chargeurs Museum Studio. Si tratta di un insieme di cinque società, sei adesso, con Skira, che si rivolgono al sistema museale mondiale e che sono specializzate nella creazione di contenuti di design, di comunicazione, di gestione dell’immagine, di nuove realtà museali». [Redazione]

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Mostre che chiudono Sarah Revoltella a Possagno.

Ultimi giorni per visitare al Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (Tv) la mostra «Guerra e Pace», con l’opera scultorea «La Difesa» di Sarah Revoltella (chiude l’8 gennaio). L’opera, un’armatura di grandezza naturale realizzata in vetro nell’isola di Murano, è posta nella Gypsotheca del Museo in diretto dialogo con il gesso raffigurante «La Pace» di Antonio Canova. La scultura, che segna l’ultima tappa del ciclo di tre opere «Io combatto», inerenti al tema del disarmo, propone una riflessione sull’ambiguità del concetto di difesa intesa come salvaguardia e tutela dell’individuo. [Redazione]

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Addii Franz Gertsch.

È scomparso il 21 dicembre, all’età di 92 anni, il pittore svizzero Franz Gertsch, noto per i suoi dipinti sovradimensionati e iperrealistici. Tra il 1947 e il 1952 studiò con Max von Mühlenen e Hans Schwarzenbach a Berna. Nel 1972 prese parte a documenta 5 di Kassel con il suo dipinto «Medici». A metà degli anni Settanta Gertsch si trasferì con la moglie Maria e i figli in un vecchio casale a Rüschegg, nella regione di Schwarzenburg, nel canton Berna. Nel 1999 partecipò alla 48ma Biennale di Venezia, una delle due curate da Harald Szeemann. Alcune sue opere sono in mostra al Kunstmuseum di Berna. [Redazione]

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Dorothy Iannone.

Dorothy Iannone, artista che ha indagato senza mezzi termini l’esperienza sessuale femminile e combattuto la censura, è morta il 26 dicembre all’età di 89 anni; la sua scomparsa è stata confermata in un post su Instagram dalla sua galleria parigina Air de Paris. «L’amore e la libertà sono stati al centro del lavoro di Dorothy Iannone per sessant’anni, con piena forza fino alla sua inaspettata morte di ieri», ha dichiarato la galleria in un comunicato del 27 dicembre. «Ci mancherà profondamente come artista originale, come essere umano intellettuale e impegnato, come amica affettuosa, divertente e caritatevole». [Gareth Harris]

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Suzanne Tarasieve.

È morta il 27 dicembre a Parigi, all’età di 73 anni, dopo sei mesi di lotta contro un tumore al polmone, la gallerista parigina Suzanne Tarasieve. Nella sua galleria di rue Pastourelle e in altre sedi parigine ha esposto nel corso della sua carriera grandi nomi dell’arte contemporanea tedesca, come Markus Lüpertz, Jörg Immendorff, Georg Baselitz, A.R. Penck, ma ha anche dato spazio alle giovani generazioni, ad esempio con il greco Alkis Boutlis, o il romeno Alin Bozbiciu, o ancora lo svizzero Léopold Rabus. [Redazione]

Redazione, 29 dicembre 2022 | © Riproduzione riservata