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Mostre

Giambattista Tiepolo e il disegno a Venezia alla Staatsgalerie

Due mostre a Stoccarda per i 250 anni dalla scomparsa del «miglior pittore di Venezia»

«Fête galante» (1740-50 ca) di Gaspare Diziani, Stoccarda, Staatsgalerie, Graphische Sammlung

In contemporanea, dall’11 ottobre e fino al 2 febbraio, la Staatsgalerie dedica due mostre speciali alla pittura veneziana, intitolate rispettivamente «Giambattista Tiepolo, il miglior pittore di Venezia» e «La Serenissima. L’arte del disegno a Venezia dal XVI al XVIII secolo».

Con l’alto patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Italiana in Germania e della Regione Veneto e per la prima volta nei Paesi di lingua tedesca ecco un evento sensazionale che intende celebrare i 250 anni dalla scomparsa del maestro (Venezia, 1696 - Madrid, 1770) raccontandolo in tutte le sue sfaccettature e nei diversi momenti della carriera che lo vide non solo amatissimo in patria (tanto che i suoi concittadini e contemporanei gli diedero l’epiteto di «miglior pittore di Venezia») ma anche ricercatissimo nelle corti straniere di Würzburg e Madrid.

Zuan Batista Tiepolo, alla veneziana, è stato senz’ombra di dubbio uno degli artisti più importanti del XVIII secolo: in questa cornice temporale lo inquadra, sottolineandone maestria e capacità pittorica e grafica su diversi supporti e per differenti soggetti ritratti, anche la seconda mostra che espone in parallelo alle sue 100 opere dalla collezione di Stoccarda e grazie a importanti prestiti internazionali, 50 meravigliosi disegni e incisioni di altri 20 artisti suoi concittadini, tra cui Jacopo Tintoretto (1518-94), Paolo Veronese (1528-88), Sebastiano Ricci (1659-1734), Giovanni Battista Piazzetta (1682-1754) e Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844), colti nelle loro peculiarità stilistiche e per gusto personale della materia disegnata, dai ritratti di personaggi veneziani del XVI secolo sino al declino del Repubblica Veneta nel XVIII.

La Galleria di Stato di Stoccarda dispone di un’ampia collezione di stampe e disegni originali di maestri italiani: questi preparano il pubblico, invitato a visitare entrambe le esposizioni, a quel Tiepolo considerato punto di arrivo e apice di una scuola unica nel suo genere, quella della Serenissima. In maniera particolare si è deciso di sottolineare la propensione di Tiepolo per soggetti e scene fuori dalla realtà e nei regni dell’immaginazione, dell’illusione e della follia.

Per questo la mostra mira a rivalutarne la creatività pittorica e il potere dell’immaginazione, onnipresenti nelle sue scene che siano religiose, mitologiche, storiche o di carattere caricaturista, sempre eleganti e teatrali e tuttavia velate di una nota di piacevole umorismo, descrivendo una figura d’artista coi piedi nel Barocco e la testa già proiettata verso l’Età dei Lumi.

Alcune opere multimediali dell’artista bavarese Christoph Brech (1964) arricchiscono infine l’allestimento sotto forma di «commenti contemporanei e dialoghi col Tiepolo».

Francesca Petretto, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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