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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoli«Geometrie anni Settanta: tra logico e poetico, programmato e casuale» è la mostra che Tiziana Di Caro dedica dal 21 settembre al 25 novembre alle opere di Betty Danon (Istanbul, 1927-Milano, 2002), realizzate tra il 1969 e il 1973.
L’esposizione, il cui titolo riprende una frase dell’artista del 1974 in cui descrive la dialettica tra ordine e disordine che anima il suo lavoro, propone una scelta della prima produzione della Danon, fortemente influenzata dalla psicanalisi junghiana e in particolare dal testo L’uomo e i suoi simboli, riferimento imprescindibile per i suoi lavori a partire dai primi collage realizzati a Milano nello studio del marito.
Il passaggio dai collage con cerchi e quadrati alla pittura coincide anche con la sperimentazione di un inedito talento artistico che la Danon esprime attraverso tonalità di grigio e la ripetizione sulla tela di moduli spaziali con cui compone paesaggi architettonici e metafisici o paesaggi naturali dal saldo rigore formale.
La nuova sensibilità pittorica non determina l’abbandono del collage, tecnica con cui la Danon realizza una serie nota come «Finestre di cielo», in cui incolla su cartoncini alcuni scarti di nastro adesivo utilizzato per i dipinti che conservano tracce pittoriche grigio-celesti. Successivamente l’artista introdurrà nella sua ricerca riferimenti alla musica, alla poesia e la scrittura, sempre nel segno della pratica dell’arte che si sviluppa nell’indistinzione con la vita e che aspira al conseguimento della coincidenza degli opposti.
Olga Scotto di Vettimo
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