Futuro e icone russe a Palazzo Leoni Montanari

Le prospettive sul domani e il dialogo tra antico e contemporaneo nell'arte russa in due mostre

Veronica Rodenigo |  | VICENZA

Le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza si interrogano sull’idea di futuro che ha animato arte e società dagli anni Sessanta a oggi con la mostra «Futuro. Arte e Società dagli anni Sessanta a domani», allestita dal 3 ottobre al 7 febbraio e curata da Luca Beatrice e Walter Guadagnini.

Ad aprire il percorso è la prima avanguardia europea generata dal mito della modernità, il Futurismo, con opere di Boccioni, Depero, Marussig e Zanini. Poi gli anni Sessanta del boom e della conquista della Luna, con opere di Spazialismo, Arte cinetica, Pop art e Optical art.

Tra gli artisti Giosetta Fioroni, Robert Rauschenberg e Mimmo Rotella. Gli anni Settanta e le loro utopie, e contestazioni, con lavori di Poesia visiva, Arte povera, Land art di Christo, Emilio Isgrò e Mario Schifano, solo per citarne alcuni.

Gli anni Ottanta di Damien Hirst, James Rosenquist e Andy Warhol e i Novanta degli scatti di David Vintiner, sino alle proiezioni ambientalistiche di Olafur Eliasson, Piero Gilardi e altri. Dal 6 novembre al 26 settembre 2021, inoltre, settanta icone russe della collezione Intesa Sanpaolo dialogheranno con opere di Valery Koshlyakov (Salsk, 1962), in una mostra curata da Giuseppe Barbieri e Silvia Burini.

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