Francesco nei secoli

Stefano Miliani |  | Ascoli Piceno

«L’immagine di San Francesco? Non ha una definizione univoca se non per alcuni attributi: uno è il cappuccio che, a punta, segue il pauperismo iniziale mentre appare stondato nelle tuniche sartoriali dei francescani meno pauperistici. E molte tuniche a punta sono state successivamente stondate»: così Stefano Papetti, curatore delle raccolte del Comune di Ascoli Piceno, condensa una delle divaricazioni ideologiche del francescanesimo indicando un possibile tracciato di lettura per la mostra «Francesco nell’arte. Da Cimabue a Caravaggio» in corso alla Pinacoteca Civica ascolana fino al 30 giugno.

«San Francesco in meditazione» della chiesa di Carpineto RomanoImbastita per l’anno del Giubileo e per gli otto secoli da quando, nel 1215, il frate andò nel Piceno, la rassegna muove da Margaritone d’Arezzo (1250-90 ca) e da una tavola assegnata a Cimabue (1240-1302) dal Museo Porziuncola di Assisi per finire con un’«Estasi» da Vicenza di Gian Battista Piazzetta (Venezia,
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