Fontana oltre la tela

Il percorso di ricerca e sperimentazione tra la fine degli anni Quaranta e il 1968

Un «Crocefisso», ceramica del 1951-52, e un «4 tagli rosso» di Lucio Fontana
Veronica Rodenigo |  | Monfalcone (Go)

Dopo la tappa presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, dall’8 dicembre al 2 marzo giunge alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone «Lucio Fontana e i mondi oltre la tela. Tra Oggetto e Pittura», a cura di Giovanni Granzotto e Leonardo Conti.

L’arco cronologico preso in esame è sempre quello compreso tra la fine degli anni Quaranta e il 1968 corrispondente con la teorizzazione e il successivo sviluppo dello Spazialismo, ma rispetto a quella aostana la mostra di Monfalcone muta nel titolo e presenta ampliamenti e ulteriori approfondimenti. Oltre trenta i lavori dell’artista (tra ceramiche, tele, carte), concretizzazione di quella nuova estetica fatta di «movimento, colore, spazio e tempo», accostati a un cospicuo corpus di opere di coloro che seppero raccogliere e sviluppare il suo percorso di ricerca e sperimentazione tra cui Manzoni (con un «Fiato d’artista»),
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