Fiorita con Giotto

La scuola riminese del Trecento a Palazzo Buonadrata

Particolare del Crocifisso di Giovanni da Rimini della Chiesa di San Lorenzo a Talamello © Gilberto Urbinati
Marta Paraventi |  | Rimini

Dal 18 settembre al 7 novembre Palazzo Buonadrata ospiterà la mostra «L’oro di Giovanni. Il restauro della Croce di Mercatello e il Trecento riminese» curata da Daniele Benati e Alessandro Giovanardi. L’evento riaccende i riflettori sul grande capitolo della scuola riminese del Trecento fiorita in seguito al passaggio di Giotto, di cui rimane il Crocifisso nel Tempio malatestiano, e su Giovanni da Rimini, autore del crocifisso della Chiesa di San Francesco a Mercatello sul Metauro (Pu) commissionato dal francescano Tobaldo.

Unica sua opera datata (1309 o 1314) e firmata: fresca di un accurato restauro, sarà confrontata con altre opere di Giovanni da Rimini come la croce dipinta della Chiesa di San Lorenzo a Talamello (Rn), considerata dalla critica la più moderna e giottesca; il più piccolo crocifisso «Diotallevi» dei Musei Comunali di Rimini, che reca iscrizioni in greco; la croce sagomata dell’Antiquario Moretti, considerata una delle più antiche di Giovanni; il crocifisso Spina del maestro di Montefiore, opera della tarda produzione della scuola riminese e la testa di un perduto Cristo crocifisso di Giuliano da Rimini, fratello di Giovanni, questi due ultimi di proprietà della Fondazione stessa e in deposito nei Musei Comunali.

La straordinaria possibilità di vedere riunite tutte le grandi croci dipinte di Giovanni da Rimini (l’ultima volta che ciò avvenne fu nel 1995 con la storica mostra «Il Trecento riminese. Maestri e botteghe tra Romagna e Marche», dove tuttavia non era esposta la croce di Mercatello sul Metauro) integra la mostra tenuta nel 2018 alla National Gallery di Londra sulle piccole opere devozionali dell’artista. Nel percorso espositivo sarà approfondita l’importanza che in età gotica le croci monumentali ricoprivano nell’arredo dello spazio sacro e nella liturgia. La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose A. Marvelli e da Soroptimist Rimini.

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