Fino a Raffaello in Italia si parlava solo il Perugino

Il maestro del Divin Pittore e la sua influenza nel linguaggio figurativo del primo Cinquecento

Marta Paraventi |  | Urbino

La mostra «Perugino, maestro di Raffaello», in vista del quinto centenario della morte di Pietro Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve, 1448 ca-Fontignano, 1523), mette in evidenza i tratti salienti del pittore nel contesto dell’Italia del tempo, la sua influenza nella formazione di Raffaello e la fortuna del suo linguaggio figurativo nel primo Cinquecento.

Curata da Vittorio Sgarbi e promossa da Comune di Urbino e Regione Marche, la mostra, allestita dal 17 luglio al 17 ottobre nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale e articolata in circa trenta pezzi, si apre con le opere di Giovanni Boccati e Bartolomeo Caporali del secondo Quattrocento, periodo in cui si forma l’artista che poi si sposta a Firenze, nella bottega di Andrea del Verrocchio, colui che innesterà nel suo stile quel tratto riconoscibile così elegante e «dolce».

Attratto dai capolavori di maestri fiamminghi e influenzato da Piero della Francesca, Perugino, protagonista del cantiere della Cappella Sistina (1481) e titolare di botteghe a Perugia e Firenze, diventa per almeno due decenni il pittore più richiesto nella Penisola. Sono gli anni dell’«Annunciazione» di Fano (1490) posta a confronto con il «San Rocco» di Bartolomeo della Gatta di Arezzo (1479), della «Sacra Famiglia» e della «Madonna con il Bambino» di Luca Signorelli (Uffizi).

Cuore della mostra è la maturità dell’artista evidente nella predella della Pala di Fano (1497), nella minuta «Maria Maddalena» (Uffizi, Palazzo Pitti, 1500), nel «Gonfalone della Giustizia» di Perugia (1501, uno dei generosi prestiti della Galleria Nazionale dell’Umbria). Sono anche gli anni in cui si forma e afferma il giovane Raffaello (Urbino, 1483-Roma, 1520): la mostra si sposta allora sul dialogo tra i due artisti evidente nel «San Sebastiano» (1501-02) dell’Accademia Carrara, nella «Caterina d’Alessandria» (1502-03) del vicino Palazzo Ducale e nel «Ritratto di Perugino» (1504) degli Uffizi, tutte opere di Raffaello.

In chiusura, una sezione dedicata agli artisti più significativi della bottega di Perugino che dimostra come l’artista umbro abbia creato un linguaggio «nazionale» anticipando in questo Raffaello. Con il biglietto unico si visita anche la mostra sugli arazzi di Raffaello a Palazzo Ducale.

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