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Gallerie

Fatturato e moschicidio

Le vendite, un danno da 50mila euro e l’imperialismo delle gallerie

La mosca gigante di Katharina Fritsch presentata dalla galleria Matthew Marks e rotta da una bimba di 3 anni

Basilea (Svizzera). Ha agito d’istinto la bambina di 3 anni che nel giorno conclusivo della 50ma edizione di Art Basel ha allungato il braccio per toccare una mosca gigante dell’artista tedesca Katharina Fritsch, esposta dalla galleria Matthew Marks. Lo slancio partecipativo ha fatto sì che la mosca, in plastica e quotata 50mila euro, cadesse dal suo piedistallo in un poetico tentativo di volo, rompendosi entrambe le ali.

La giovanissima appassionata d'arte era fra i circa 93mila visitatori che si sono avventurati negli oltre 30mila metri quadrati dedicati ad Art Basel. Come da tradizione, le cifre da capogiro non si sono fatte attendere: «Questa edizione ci ha portato il primo giorno di fiera più soddisfacente di sempre», afferma Iwan Wirth, cofondatore di Hauser&Wirth, che nel 2020 aprirà una sede nelle Baleari. Durante le prime ore della fiera, la galleria ha venduto due sculture di John Chamberlain da 750mila dollari e 3 milioni di dollari, un «Achrome» di Piero Manzoni da 2,6 milioni di dollari e un’opera su carta di Cy Twombly (prezzo riservato).

Tra i colossi d’oltreoceano, la Pace Gallery (che a settembre inaugurerà uno spazio di 8 piani nel quartiere di Chelsea a New York) ha venduto 4 sculture di Kiki Smith da 25mila dollari ciascuna, un bronzo di Joël Shapiro da 650mila dollari e 7 lavori (per un totale di oltre 1,4 milioni di dollari) del giapponese Nara Yoshimoto. Poco lontano, di prima mattina, una collezione britannica si è aggiudicata due tele di Georg Baselitz (1 milione e 1,5 milioni di euro) esposte da Thaddaeus Ropac.

Che le vie del mercato siano infinite è cosa ormai nota. Lo sa bene David Zwirner, che quest’anno ha inaugurato la fiera virtuale Basel Online: venduti su internet un olio di Luc Tuymans da 160mila dollari (la sua prima personale in Italia è in corso a Palazzo Grassi fino al 6 gennaio 2020) e un’opera di Donald Judd (900mila dollari).

Vendute da Galleria Continua una scultura in ghisa del londinese Antony Gormley (350mila sterline) e un’opera dell’ucraina Zhanna Kadyrova, composta da ceramiche della Avana (18mila euro).

Ottima fiera per Massimo De Carlo, che fin dal primo giorno ha venduto una tela di Günther Förg da 360mila euro e un’opera dell’altoatesino Rudolf Stingel da 2,2 milioni di dollari (una sua mostra è in corso alla Fondation Beyeler fino al 6 ottobre). Riservata sulle vendite la galleria Gagosian, che di recente ha scelto il cuore di Basilea per aprire il suo 17mo spazio.

Bianca Bozzeda, edizione online, 19 giugno 2019


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