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Federico Florian |

«Blow Up», il celeberrimo film di Michelangelo Antonioni, racconta la storia di Thomas, uno scontroso e brillante fotografo londinese che s’illude di scoprire il cadavere di un uomo ingrandendo il dettaglio di una foto scattata per caso in un parco. Thomas crede nella verità dell’immagine fotografica, come se fosse un’emanazione della realtà, la prova inconfutabile di un brutale assassinio. Oggi la sua ingenuità ci fa sorridere: più che traccia di ciò che «è stato» (come sosteneva Barthes), la fotografia, per noi internauti digitalizzati, è un’immagine artefatta, il prodotto di un codice binario e di una fitta composizione di pixel. Se la rivoluzione digitale ci ha reso degli osservatori scettici, allo stesso tempo ha contribuito a liberarci dall’ossessione per la rappresentazione realistica. Massimo Grimaldi, l’artista vincitore della prima edizione del Premio MaXXI, ha realizzato
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