Era lo stesso Singer Sargent a scegliere gli abiti dei suoi soggetti

L’allestimento al Museum of Fine Arts di Boston mette accanto le straordinarie opere del pittore statunitense e l’abbigliamento indossato dalle celebrità da lui ritratte

«John D. Rockefeller» (1917), di John Singer Sargent (particolare). Foto: Ben Asen
J.S. Marcus |  | Boston

Il pittore americano John Singer Sargent è noto per i suoi sontuosi ritratti raffiguranti i personaggi più importanti e glamour del suo tempo, dall’attrice Ellen Terry a Philip Sassoon, politico, collezionista d’arte e dandy di Mayfair. Quello che è meno noto è fino a che punto Sargent abbigliava personalmente alla moda i suoi soggetti. La mostra «Fashioned by Sargent», aperta fino al 15 gennaio 2024 al Museum of Fine Arts di Boston, dimostra che l’artista non solo aveva un occhio di riguardo per i personaggi alla moda, ma anche per la moda stessa.

Forte di una serie di prestiti eccezionali, tra i quali «Madame X (Madame Pierre Gautreau)» (1883-84), proveniente dal Metropolitan di New York, la rassegna abbina diversi ritratti con gli abiti reali raffigurati nei dipinti, svelando come Sargent manipolasse l’abbigliamento per raggiungere gli obiettivi desiderati. Tra i 73 dipinti e oggetti in mostra è incluso il ritratto del 1889 di Ellen Terry nei panni di Lady Macbeth, esposto accanto all’abito verde muschio, ricamato con vere ali di scarabeo iridescenti, che l’attrice indossò in una celebre produzione londinese di Macbeth. Nel dipinto, Sargent mostra la Terry mentre si incorona, con il suo fluente abbigliamento gotico che da solo sembra un’intera scenografia anziché un semplice costume.
«Ellen Terry as Lady Macbeth» (1889), di John Singer Sargent. © Tate
Nomade per tutta la vita, Sargent (1856-1925) nacque a Firenze da genitori americani. Il suo approccio eurocentrico alla ritrattistica affonda le radici nella sua formazione parigina e in una profonda affinità con l’olandese Frans Hals e lo spagnolo Diego Velázquez. Ma attraversò anche l’Atlantico, e la mostra conferma il suo interesse per lo stile americano in «Mrs Charles E. Inches (Louise Pomeroy)», un ritratto del 1887 della «socialite» di Boston. Il ritratto è accompagnato dal suo abito da sera in velluto di seta rossa, conservato nella collezione del museo di Boston.
L’«abito ad ali di scarabeo» in cotone, seta, pizzo, astucci con ali di scarabeo, vetro e metallo disegnato da Alice Laura Comyns Carr e Ada Cort Nettleship nel 1888 per Lady Macbeth. Collezioni del National Trust, Smallhythe Place. Collezione Ellen Terry. © National Trust Images/David Brunetti
A differenza dei pittori antichi che lo avevano ispirato, afferma la curatrice della mostra Erica Hirshler, Sargent poté approfittare dei «nuovi brillanti pigmenti chimici» della fine del XIX secolo, che conferirono ai suoi dipinti la loro incantevole tavolozza. Hirshler cita il ritratto del 1907 della madre di Philip Sassoon, Lady Sassoon, che indossa un abito da opera in taffetà di seta nero foderato di raso di seta rosa brillante. «Il mantello pende dritto quando lo si indossa», nascondendo la fodera, dice. Ma nell’opera di Sargent «si contorce e si appunta», così che il dipinto finale è caratterizzato da un sottile e lungo piumaggio rosa simile a un neon.
«Mrs Charles E. Inches (Louise Pomeroy)» (1887), di John Singer Sargent. © Mfa, Boston
In questa mostra allestita per temi, Hirshler riserva a «Madame X», il celebre ritratto giovanile di Sargent di una donna di origine americana protagonista della mondanità parigina con un abito nero scollato, una sezione centrale, dedicata alla moda e al potere. Sargent lascia che sia la semplicità della silhouette dell’abito nero a parlare, nascondendo un bustino allora di moda e trasformando chi lo indossa in quella che Hirshler definisce «un’opera di scultura classica». Gli abiti femminili dell’epoca possono sembrare oggi più affascinanti di quelli maschili, ma Sargent sapeva sfruttare al meglio anche gli uomini che posavano per lui, fa notare la curatrice. Lo si vede, ad esempio, in «Dr. Pozzi at Home» (1881), un altro prestito fondamentale, concesso dall’Hammer Museum di Los Angeles. Pozzi era un ginecologo parigino per il quale Sargent, oggi considerato gay, sembra aver preso una cotta («esattamente il tipo di Sargent», aggiunge Hirshler). L’artista vestì l’affascinante medico con una vestaglia da camera rosso cremisi, sin troppo privato come indumento, e il risultato fu quella che il biografo di Sargent Paul Fisher considera una delle opere più audaci dell’artista.
L’abito da sera in velluto di seta (1887-1902 ca) indossato dalla «socialite» nel ritratto «Mrs Charles E. Inches (Louise Pomeroy)» (1887), di John Singer Sargent. © Mfa, Boston
Sargent era tutt’altro che un dandy («si vestiva come un banchiere», dice Hirshler), ma diede un’impronta dandy a un ritratto di John D. Rockefeller del 1917, quando il fondatore della Standard Oil Company aveva quasi 70 anni. Il personaggio, dal volto altrimenti severo, è ritratto a riposo, con le gambe incrociate con disinvoltura in pieghe d’avorio, guscio d’uovo e grigio pallido. «Sargent amava dipingere bianco su bianco», afferma la curatrice. La versione londinese della mostra («Sargent and Fashion»), che si terrà alla Tate Britain di Londra l’anno prossimo (22 febbraio 2024-7 luglio 2024), includerà un altro tour de force pittorico di bianco su bianco, «Duchess of Portland» (1902), in cui le pieghe dell’abito della duchessa giocano con le colonne ioniche bianche di un camino della casa padronale.

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