Effimeri ma ingegnosi studi barocchi

Al Maec-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona in Palazzo Casali una mostra è dedicata all’importante corpus di disegni di architettura del Seicento e Settecento della collezione Gnerucci

Un particolare del progetto per l’altare maggiore della perduta Chiesa di S. Maria Novella a Castiglion Fiorentino ( XVII sec.) di F. Berrettini
Laura Lombardi |  | Cortona (Ar)

Al Maec-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona in Palazzo Casali, dal 18 giugno al 18 settembre la mostra «Del Barocco Ingegno», a cura di Sebastiano Roberto con la collaborazione di Mario Bevilacqua e Massimo Moretti, è dedicata all’importante corpus di disegni di architettura del Seicento e Settecento della collezione Gnerucci.

Spiccano gli studi autografi di Pietro Berrettini da Cortona, presentati insieme a modelli tridimensionali di tre suoi capolavori: la Chiesa dei santi Luca e Martina nel Foro Romano, il progetto per Palazzo Chigi a Roma e quello per la Reggia del Louvre per Luigi XIV. Dagli Uffizi giunge inoltre l’«Autoritratto» di Pietro da Cortona, dipinto tra il 1664 e il 1665 per desiderio di Leopoldo de’ Medici.

Suddivisi in sezioni tematiche troviamo poi numerosi disegni di architettura barocca e inediti progettuali di apparati effimeri ideati per celebrazioni religiose e granducali, studiati da specialisti di diversi atenei italiani, che indicano la presenza di raffinate botteghe di scalpellini e architetti attivi nel Seicento a Cortona e nel suo territorio più prossimo, aggiornati sulle novità romane e fiorentine del tempo, ma anche il cosiddetto «Codice Berrettini» (dalla Biblioteca Marucelliana di Firenze), con rilievi e di schizzi progettuali di Filippo Berrettini, architetto al servizio della corte granducale e cugino di Pietro. Si delinea inoltre l’ambiente culturale e artistico cortonese tra lo scorcio del XVIII secolo e la nascita dell’Accademia Etrusca nel 1727 (promotrice della mostra).

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