Doppia personale: Ethan Cook e Erica Mahinay

I due artisti, ospiti della galleria T293, indagano sul concetto e sull'identità della pittura

A sinistra «TBT», 2019, di Erica Mahinay; a destra, «Untitled», 2019, di Ethan Cook
Silvano Manganaro |  | Roma

Negli spazi della T293, dal 22 marzo al 27 aprile, una doppia personale di Ethan Cook ed Erica Mahinay ci invita a riflettere sul concetto e sull’identità della pittura o, meglio, del quadro. Pensando al lavoro del primo sicuramente potremmo parlare di quadri ma, allo stesso tempo, non di pittura. Se un quadro è bidimensionalità e colore, sicuramente siamo sulla strada giusta, se si tratta invece di utilizzare il pennello le cose si complicano.

Occorre dire per l’ennesima volta, che i lavori di Cook vanno assolutamente visti dal vivo, e non dallo schermo di un computer o, peggio, di uno smartphone. Americano classe 1983, realizza composizioni astratte cucendo tra di loro tele di cotone colorato tessute a mano: il risultato è sempre pulito, armonioso, seducente.

Nei suoi ultimi lavori, esposti in galleria, si concentra su composizioni «a bande orizzontali», che ricordano vagamente alcuni lavori di
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