Donatello maestro dei maestri

I direttori di Palazzo Strozzi e del Museo del Bargello presentano in anteprima la mostra che sta per aprire a Firenze. L’omaggio all’artista, il più grande e completo mai realizzato, si estenderà anche a Berlino e Londra

«David vittorioso» (1435-1440 circa) di Donatello. Firenze, Museo Nazionale del Bargello
Arturo Galansino, Paola D’Agostino |  | Firenze

«Gli artefici debbono riconoscere la grandezza dell’arte più da costui che da qualunque sia nato modernamente». Questa frase di Giorgio Vasari dà conto dell’assoluto rilievo dell’artista e dell’impostazione della mostra «Donatello, il Rinascimento» (Palazzo Strozzi e Museo Nazionale del Bargello, 19 marzo-31 luglio), a cura di Francesco Caglioti, che ricostruisce il percorso di uno dei maestri più importanti e influenti dell’arte italiana di tutti i tempi attraverso oltre cinquanta opere capitali dello scultore messe a confronto con capolavori di artisti contemporanei e successivi.

Nessun artista, infatti, ha segnato così profondamente l’arte del Quattrocento come Donatello, scultore e architetto divenuto riferimento indispensabile per intere generazioni di artisti con i quali ha sviluppato e condiviso generosamente il proprio sapere. La sua azione si caratterizza per un’inusuale ampiezza di influenza geografica che dalla Toscana si espande al Veneto, alle Marche, a Roma e a Napoli in modo paragonabile solo a Giotto o, successivamente, a Raffaello, Michelangelo e Bernini. Il suo spirito moderno e trasgressivo lo spinse a rimettersi continuamente in discussione creando uno stile sempre imprevedibile che sfidò le mode e il gusto dell’epoca: un artista che parte dall’Antico e dal Medioevo più lontano per arrivare a un nuovo modo di vedere e capire il mondo.

Nel corso degli anni l’arte di Donatello si caratterizza sempre di più per un intenso pathos e per una ricerca sulla psicologia dei soggetti, tale da coinvolgere il pubblico in una riflessione quasi esistenziale. L’artista crea composizioni che uniscono fedeltà all’osservazione del reale insieme a una profonda appropriazione dei modelli del passato. La sua vicenda è uno dei fenomeni più vasti e multiformi della storia dell’arte perché fondata su un continuo susseguirsi di conquiste e superamenti. Straordinaria nell’arte di Donatello è la capacità di utilizzare materiali diversi in opere che uniscono preziosità, liricità e umanità. Donatello si avvale di marmo, pietra, bronzo, terracotta, legno, stucco, rame sbalzato, cartapesta, paste vitree e ceramiche, spesso in opere polimateriche, e sempre raggiungendo straordinari effetti espressivi.

«Donatello, il Rinascimento» è un ambizioso progetto di dimensione internazionale, promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello di Firenze, in collaborazione con gli Staatliche Museen di Berlino e il Victoria and Albert Museum di Londra, quattro istituzioni che hanno lavorato insieme per costruire il più grande e completo progetto espositivo mai realizzato sull’artista. Dopo Firenze si terranno le rispettive mostre prima a Berlino nell’autunno 2022 e poi a Londra nella primavera 2023 e queste tre sedi creeranno mostre distinte ma complementari, che riuniranno opere mai esposte prima insieme, offrendo così ai visitatori una visione unica del genio di Donatello e del ruolo centrale che ha interpretato nella storia dell’arte.

In occasione della mostra è stata condotta un’importante campagna di restauri, realizzati anche grazie al contributo di Friends of Florence: diciassette sono gli interventi eseguiti, o programmati alla fine della mostra. Un’opportunità per le opere che necessitavano da tempo di restauri lunghi e complessi, ma anche di interventi conservativi, la cui necessità si è evidenziata proprio in occasione dei sopralluoghi legati alle richieste di prestito. Si procederà così a effettuare anossie, fermature, puliture, consolidamenti, ma anche riallestimenti di sale, restauri di altre opere, copie in bronzo, con una significativa ricaduta su molti territori in tutta Italia.

La straordinarietà di «Donatello, il Rinascimento» si avvale anche del dialogo con la città di Firenze e con la Regione attraverso l’iniziativa «Donatello in Toscana», un progetto che mira alla valorizzazione del patrimonio artistico del territorio nei luoghi che ospitano opere dell’artista o a lui ricollegabili, da Firenze a Siena, da Prato ad Arezzo, da Pontorme a Torrita di Siena. La mostra, infatti, si espande in tutta la regione grazie alla collaborazione con le più importanti istituzioni culturali proponendo un itinerario tra i luoghi di Donatello attraverso una speciale pubblicazione e una mappa tematica fisica e digitale.

© Riproduzione riservata Un particolare della «Madonna col Bambino (Madonna Pazzi)» (1422 circa) di Donatello. Berlino, Staatliche Museen, Skulpturensammlung und Museum für Byzantinische Kunst. Foto Antje Voigt