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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliVenezia. Le grandi navi da crociera che appaiono come giganti nel bacino di San Marco a Venezia e surclassano in dimensioni Palazzo Ducale avranno fine? O meglio: non attraverseranno più il Canale della Giudecca? Il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Graziano Delrio promette che, in capo a tre-quattro anni, questi barconi alti fino a dieci piani dovranno migrare nel canale nord di Marghera in attesa che il terminal, sempre a Marghera, sia attrezzato per accogliere i colossi con le loro migliaia di passeggeri. Il veto varrà per scafi di oltre 55mila tonnellate.
Delrio lo ha dichiarato alle agenzie di stampa alla fine di una riunione al ministero del Comitatone, l’organismo creato con la legge speciale per la città di San Marco e quindi le sue parole vanno interpretate come una decisione presa. Tanto più che all’incontro c’era anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, notoriamente contrario a far traslocare questo traffico perché garantirebbe migliaia di posti di lavoro. Eppure le proteste negli anni si sono intensificate e non soltanto per ragioni estetiche: l’ipotesi che questi giganti spostino acqua e inquinino troppo non è peregrina e i danni potrebbero essere permanenti ancorché verificabili solo con il tempo. Per inciso: Brugnaro era così avverso alle contestazioni che quando il fotografo Gianni Berengo Gardin stava per esporre un ciclo impressionante di scatti a tema a Palazzo Ducale (che è del Comune) nel settembre del 2015, il sindaco trovò pretesti per rinviare la mostra perché, a suo parere, mancava il contraltare.
Per il ministro queste città sull’acqua andando verso Marghera nord non interferiranno con le navi mercantili. Delrio ha garantito che ogni scelta terrà conto di come conservare l’ambiente lagunare e che se possibile vieterà di far scavare nuovi canali. Certo l’attesa di tre-quattro anni può rendere l’annuncio più debole se a primavera, con le elezioni, al posto di Delrio siederà qualche esponente di parere opposto. Il ministro dei Beni e Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini aveva ventilato la possibilità di far sbarcare i colossi marini a Trieste, ma finora l’idea è rimasta nel vuoto. Quanto alle compagnie crocieristiche, i biglietti come logico salgono se hanno la «vista Venezia», quindi è probabile una reazione. Magari non plateale ma tramite attività di convincimento e mediatica dietro le quinte.
Con il tempo si vedrà se e quali contromosse metteranno in campo, anzi in acqua.
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