Da im Kinsky per un Natale Big

La casa viennese tiene quattro giorni d’aste, tra il 14 e il 17 dicembre compresi: da Josef Hoffmann a Klimt, da Warhol a West

«Sacra Famiglia con san Giovannino» di un seguace di Raffaello (Nicolas Poussin ?) (particolare; stima 150-300mila euro). © Auktionshaus im Kinsky GmbH, Wien Orologio in lamiera di rame (1909) di Josef Hoffmann (stima 50-100mila euro). © Auktionshaus im Kinsky GmbH, Wien «Senza titolo» (2011) di Martha Jungwirth (stima 50-100mila euro). © Auktionshaus im Kinsky GmbH, Wien «La discesa di Cristo agli Inferi» (XVI secolo) di un seguace di Bosch (stima 150-300mila euro). © Auktionshaus im Kinsky GmbH, Wien
Carlotta de Volpi |  | Vienna

Dal 14 al 17 dicembre si svolge presso im Kinsky a Vienna la Big Christmas Auction, con una ricca selezione di opere d’arte appartenenti a sei diversi dipartimenti. Il primo giorno vanno in scena i 127 lotti dell’asta di dipinti antichi e, a seguire, i 230 dipinti del XIX secolo.

Tra i dipinti del primo catalogo si distingue «La discesa di Cristo agli Inferi», realizzato nel XVI secolo da un seguace di Bosch (stima 150-300mila euro) e la «Sacra Famiglia con san Giovannino» basato sulla «Madonna del Passeggio» di Raffaello, a cui era stato erroneamente attribuito in passato. L’olio su tela è oggi considerato un’esecuzione di bottega; potrebbe essere opera di Nicolas Poussin, che negli anni venti del Seicento trascorse un periodo a Roma per studiare i maestri del Rinascimento (150-300mila euro).

Tra le opere dell’Ottocento merita una segnalazione l’olio su tela «Una sposa» di Ferdinand Georg Waldmüller, dipinto nel 1826 quando il pittore si stava già affermando come ritrattista di successo. I tratti della modella sono resi in modo preciso e realistico, così come il tessuto lucido dell’abito e il pizzo delicato del velo, che contrastano nettamente con il fondo scuro (35-70mila).

Il secondo giorno è dedicato all’antiquariato (311 lotti) e all’Art Nouveau e al design (281 lotti). Tra le opere del primo catalogo spicca l’imponente pala d’altare in legno dorato realizzata nel 1479 dal «Maestro di Schwarza» (250-500mila). Aperto, l’altare misura quasi quattro metri di larghezza, e nella parte centrale mostra la Madonna con il Bambino su uno sfondo blu tempestato di stelle.

Fra le opere più significative del settore Art Nouveau & Design, l’orologio in lamiera di rame (50-100mila) e la spilla in oro e diamanti (35-50mila) di Josef Hoffmann, rispettivamente del 1909 e 1922.

Il 16 dicembre è poi il turno degli oltre 200 lavori di arte moderna. Werner Berg è presente con ben 12 lotti, da opere su carta a oli su tela. I suoi soggetti prediletti erano gli abitanti di Rutarhof, in Carinzia, dove si trasferì negli anni Trenta. Struttura e rigore, ma anche un’atmosfera calma e armoniosa caratterizzano i suoi lavori, come la «Fedele» del 1961 (150-300mila). Da segnalare anche una piccola selezione di disegni di Gustav Klimt (dai 15-30mila ai 60-120mila euro).

L’ultima tornata d’asta è dedicata all’Arte contemporanea. Tra gli oltre 400 lotti, colpisce «Senza titolo» (2011) di Martha Jungwirth (50-100mila), in cui predominano ampie zone di colore nei toni del rosso e del viola, poste sulla tela con spontaneità, ma la vendita include anche lavori di Andy Warhol, Franz West, Hermann Nitsch, Arnulf Rainer, Fritz Wotruba e Maria Lassnig.

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