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Da Canaletto ai fiamminghi, da Gorky a Fortuny

Oggi è stato presentato il programma espositivo dei Musei Civici a Venezia

Ca' Pesaro. © Wolfgang Moroder

Venezia. L’inizio, alla grande, è per domani, con l’inaugurazione a Palazzo Ducale di «Canaletto a Venezia», ma tutto il 2019 si presenta come un anno ricco di eventi nel programma espositivo della Fondazione Musei Civici di Venezia, illustrato oggi, a Milano, dalla presidente della Fondazione, Mariacristina Gribaudi e dalla direttrice, Gabriella Belli. Una ben dosata miscela tra arte antica e contemporanea che, inserita nei musei storici, getta, a parere di Belli, un nuovo sguardo sull’antico, rivitalizzandolo. Un esempio per tutti: Flavio Favelli che interviene con un’opera site specific «Il bello inverso» nel Museo del Settecento di Ca’ Rezzonico (9 maggio-15 settembre). Tre le sedi principali coinvolte: Palazzo Ducale, Ca' Pesaro e Palazzo Mocenigo.

Nella prima sede dal 9 settembre al primo marzo 2020 saranno di scena «I fiamminghi a Venezia. Van Dyck, Rubens, Maarten de Vos», ma vi sarà anche l’occasione di far rientrare dai paesi fiamminghi capolavori di Tiziano, Tintoretto e Veronese.

A Ca’ Pesaro, in coincidenza della Biennale (dall’8 maggio al 22 settembre), l’attenzione è focalizzata su Arshile Gorky per la sua prima antologica italiana. Un’ottantina di opere dai suoi inizi nel solco dell’arte moderna, con particolare riferimento alla rivoluzione di Cézanne, fino agli esiti di un procedere gestuale, correlato a un nuovo sentimento della natura. Contemporaneamente, nel cortile, un bronzo di rilevanti dimensioni dello scultore iraniano Bizhan Bassiri accoglierà i visitatori. In autunno, invece, «London Bridge», un ponte gettato sulla produzione di giovanissimi artisti inglesi.

Quest’anno, nella ricorrenza del settantesimo anniversario della morte di Mariano Fortuny y Madrazo, viene ricostruita la collezione (costituita da quadri, statue, tessuti antichi, vetri, mobili e tappeti) che il padre, Marià Fortuny y Marsal, gli aveva donato. Alla sua morte fu dispersa in vari musei europei. La mostra si tiene dall’11 maggio al 24 novembre. Nelle stesse date e nello stesso museo saranno esposti i dipinti del coreano Yun Hyong-Keum, scomparso nel 2007. Al centro della sua tecnica il pigmento, ottenuto con speciali miscele e sovrapposto a strati. Vanno poi citate anche alcune interpreti femminili, considerato anche il fatto che la Gribaudi è molto impegnata nel sostenere la creatività delle donne.

Al Museo di Palazzo Mocenigo del Tessuto, del Costume e del profumo l’artista e fotografa di moda Brigitte Niedermair esporrà in concomitanza con la Biennale. A Chiara Dynys, invece, verrà riservata la sala delle Quattro Porte al Correr. A Venezia, infine, non poteva mancare un’iniziativa sul vetro. La scelta è ricaduta su un maestro del design, lo scandinavo Tapio Wirkkala, a cui è riservata una nuova ala del museo del vetro di Murano per un allestimento programmato dal 7 maggio al 29 settembre.

Lidia Panzeri, edizione online, 21 febbraio 2019


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