Come trasformare Donato Grieco in Pacecco De Rosa

Con un astuto «maquillage» una tela è stata invecchiata di 300 anni, con una moltiplicazione di prezzo in asta

L’opera venduta da Millon a Parigi L’opera venduta da Deutsch Auktionen a Vienna
Simone Facchinetti |

Il mercato dell’arte è popolato da imbroglioni che guadagnano ai danni delle persone oneste. Alle volte le case d’aste fanno finta di non sapere, chiudono un occhio (anzi due), si tappano le orecchie e così la fregatura è servita sul vassoio d’argento. Riusciamo a sapere in anticipo quando abbiamo a che fare con un bidone? Può accadere, ma spesso la faccenda è più complicata di come sembri. La prima regola da rispettare è quella di conoscere l’opera dal vero, le fotografie possono facilmente ingannare.

Veniamo alla storia. Lo scorso 21 novembre la casa d’aste Deutsch Auktionen di Vienna ha messo in vendita una grande «Scena di mercato» (115x178 cm) riferita al pittore napoletano Pacecco De Rosa (1607-56). Era talmente bella da lasciare a bocca aperta. La stima però era così bassa (900-1.800 euro) che faceva sorgere qualche sospetto. Perché regalare un capolavoro del genere? E poi perché dubitare dell’attribuzione e darlo alla «scuola» di Pacecco De Rosa?

Seconda regola: se trovate un’opera con un’intestazione che suona «alla maniera di», «nello stile di», sappiate che avrete del filo da torcere con gli uffici legali, nel caso scopriste di aver comprato un falso. Ovvero sarà quasi impossibile restituirlo, perché in quella anodina intestazione c’era già la via di fuga pianificata dalla casa d’aste. Nel caso del Pacecco De Rosa la questione è diversa e forse c’è la possibilità di chiedere un risarcimento.

Infatti la stessa opera era stata venduta a Parigi da Millon il 7 luglio 2023 (lotto 127) al prezzo di 650 euro (devo la notizia ad Antonio Pepe, che ringrazio). Il punto dolente è che all’epoca la tela recava la firma di Donato Grieco, sempre un pittore partenopeo ma nato nel 1939, tre secoli dopo Pacecco De Rosa. Che cosa era accaduto nel frattempo? Non è troppo difficile immaginarlo. Qualcuno ha comprato il quadro di Grieco, ha scrupolosamente cancellato le due firme dell’autore (una stava in basso a sinistra e l’altra sul retro della tela), ha sporcato la superficie pittorica con una vernice ingiallita e l’ha trasferito a Vienna, dove un povero sfortunato l’ha acquistato al prezzo di 72mila euro. Una bella fregatura! Speriamo che questa piccola indagine gli serva per farsi ridare i soldi e ai nostri lettori per stare in guardia.

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